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Cessione di quote societarie: totale o di maggioranza: quote
Per aziende sopra i 5 milioni Quote

Cessione di quote societarie: totale o di maggioranza

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Parlarci non ti impegna: chi cede non paga nulla e nessuna scheda esce senza la tua firma.

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In sintesi

Questa pagina spiega come funziona la cessione di quote societarie di S.r.l. e S.p.A. quando cedi tutto o la maggioranza. Trovi chi compra, cosa guarda per primo, come si forma il valore, quando non conviene, quanto dura e come si arriva alla firma. Trovi anche cosa chiedere al commercialista su plusvalenza e patti parasociali.

Cosa comprende una cessione di quote societarie, totale o di maggioranza?

Vendi le quote della società, non i singoli beni. Chi compra diventa socio e prende l'azienda intera, con contratti, persone, debiti e storia.

Nella S.r.l. passano quote, nella S.p.A. azioni, ma il meccanismo è lo stesso. Con la cessione totale vendi il 100 %. Di solito resti per un periodo concordato, come amministratore o consulente, per accompagnare clienti e squadra. Con la cessione di maggioranza vendi, per esempio, il 60 o il 70 %. Incassi una parte subito e resti socio della crescita che verrà. La stessa logica vale quando a comprare sono i tuoi dirigenti o la tua famiglia, spesso con un partner finanziario.

Il discorso riguarda aziende sopra i 5 milioni di fatturato. A questa dimensione tutto si regge su numeri e garanzie scritte. Accanto all'atto di cessione ci sono quasi sempre i patti parasociali. Stabiliscono chi decide cosa, e quando e a che prezzo potrai vendere le quote che tieni.

Chi compra quote di maggioranza di un'azienda come la tua, e cosa cerca?

Comprano industriali dello stesso settore o di settori vicini, fondi di investimento e famiglie imprenditoriali con capitali da investire. Tutti cercano un'azienda che funzioni anche senza di te.

L'industriale cerca clienti, prodotti, tecnologia o territori che non ha. Ti chiede un periodo di affiancamento, poi integra l'azienda nella sua. Il fondo compra quasi sempre la maggioranza e vuole che tu tenga una quota, perché ti considera parte dell'investimento. Dopo alcuni anni rivende. La famiglia imprenditoriale ragiona su tempi lunghi e guarda alla continuità più che al rendimento rapido.

Poi ci sono dirigenti e figli. Conoscono l'azienda meglio di chiunque, ma di rado hanno il capitale. In quel caso va costruita una struttura finanziaria che regga.

Il compratore può arrivare dalla Svizzera, dalla Germania o dalla Francia, e viceversa. Cambia la lingua, non la domanda di fondo: quanto regge l'azienda senza il fondatore, e quanto è credibile il piano dei prossimi cinque anni.

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Cessione di quote societarie: totale o di maggioranza

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Come funziona la cessione di quote con Deveur, dalla prima telefonata alla firma?

Si parte da una valutazione riservata in 72 ore e si arriva al notaio in un percorso da mettere in conto su sei-dodici mesi, a volte di più. Chi cede non paga nulla.

  • Valutazione riservata. In 72 ore ricevi una forbice di valore costruita sui tuoi bilanci, senza che nessuno sappia chi sei.
  • Scheda anonima. Descrive l'azienda senza nome né dettagli riconoscibili. Esce solo quando la firmi tu.
  • Riservatezza prima del nome. Ogni interessato firma un accordo di riservatezza prima di sapere di quale azienda si tratta.
  • Compratori verificati. Parliamo solo con chi dimostra di avere i mezzi per chiudere.
  • Offerta e verifiche. Arriva una lettera d'intenti, poi il compratore controlla conti, contratti e posizione fiscale.
  • Firma. Si firmano il contratto di cessione e i patti parasociali, poi si va dal notaio.

Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, a operazione conclusa. I tuoi unici costi sono quelli dei consulenti di fiducia, se scegli di farti affiancare dal commercialista o dall'avvocato.

Su cosa si fermano per primo i compratori, e cosa serve da parte tua?

Guardano prima quanto l'azienda dipende da te, poi la qualità dei numeri. Da parte tua servono bilanci leggibili, una seconda linea credibile e franchezza sui punti deboli.

La prima domanda è quasi sempre chi tiene i clienti principali e chi firma le offerte. Se la risposta è sempre tu, il compratore vede un rischio e lo mette nel prezzo. Subito dopo guarda la concentrazione. Un cliente che pesa un terzo del fatturato non blocca l'operazione, ma va spiegato.

Poi vengono i numeri: margini stabili, magazzino reale, crediti incassabili, costi personali separati da quelli aziendali. Qui il tuo commercialista è il primo alleato, perché un bilancio pulito accorcia le verifiche.

Contano anche le cose che dai per scontate. I contratti con i clienti devono essere scritti e i marchi registrati a nome della società. Se il capannone è tuo, si decide se venderlo insieme alle quote o affittarlo al compratore. Non serve avere tutto perfetto per partire. Serve conoscere i punti deboli e metterli subito sul tavolo.

Quanto valgono le quote e come si forma la forbice di valore?

Il valore parte dall'EBITDA, cioè il margine operativo prima di ammortamenti, interessi e tasse. Lo si moltiplica per un multiplo legato a settore, dimensione e rischio, poi si toglie il debito netto o si aggiunge la cassa.

Prendi un'azienda da 12 milioni con un EBITDA dell'11 %, quindi circa 1,3 milioni. Il multiplo non è un numero fisso. Si muove con la ricorrenza dei ricavi, la dipendenza dal titolare, la qualità dei clienti e il numero di compratori interessati. Per questo si parla di forbice e non di prezzo.

La posizione finanziaria netta sposta molto. Due aziende con lo stesso margine valgono cifre diverse se una ha mutui e l'altra liquidità.

Gli errori tipici nascono qui: partire dal fatturato invece che dal margine, fissarsi su un numero sentito da un amico, lasciare in azienda costi personali che abbassano l'EBITDA, mandare bilanci a troppi interessati.

La plusvalenza è la differenza fra il prezzo incassato e il valore fiscale delle quote. Chiedi al commercialista come cambia la tassazione se le quote sono tue o di una holding.

Quando NON conviene la cessione di quote societarie?

Non conviene dopo un anno anomalo, quando l'azienda dipende ancora tutta da te o quando non sei pronto a lasciar decidere un altro. In quei casi aspettare, o scegliere un'altra strada, è la scelta giusta.

Conviene quando i numeri sono stabili, la squadra regge e tu hai energia per accompagnare il passaggio. Vendere subito dopo un crollo dei margini, invece, ti costa caro. Il compratore valuta sugli ultimi esercizi e la crisi la pagheresti tu. Meglio uno o due anni per rimettere in ordine i conti.

Non conviene nemmeno restare socio di minoranza senza tutele. Senza patti parasociali chiari rischi di tenerti quote che nessuno ti compra.

Le alternative sono serie. Puoi far entrare un socio di minoranza per finanziare la crescita e rinviare la decisione. Puoi preparare un dirigente con un ingresso graduale nel capitale. Puoi passare l'azienda ai figli con gli strumenti che ti indicheranno commercialista e notaio. Puoi anche non cedere, se c'è chi guida dopo di te. La valutazione serve pure a capire se è il momento.

Perché affrontare la cessione di quote societarie con Deveur?

Perché ci occupiamo solo di continuità di aziende familiari della tua dimensione, in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, in Germania e in Francia. Conosciamo come ragionano i titolari e come ragionano i compratori.

Per te l'azienda non è un numero. Chi compra, però, la legge attraverso numeri, contratti e rischi. Il nostro lavoro è tradurre l'una cosa nell'altra senza perdere nulla per strada.

La riservatezza vale dal primo giorno. Nessun nome esce senza la tua firma e nessuno vede dati senza aver firmato un accordo. Presentiamo solo compratori di cui abbiamo verificato i mezzi. Una trattativa che salta dopo mesi costa a te, ai tuoi dipendenti e alla reputazione dell'azienda.

Ogni paese ha le sue abitudini nei contratti e nelle verifiche. Te le spieghiamo prima che diventino sorprese. Non decidiamo al posto tuo e ti diciamo cosa vediamo, anche quando la risposta è aspettare. Visto che paga chi acquista, a operazione conclusa, il nostro interesse è chiudere bene, non chiudere a ogni costo.

Le domande che ci fanno sulla cessione di quote

Per la cessione di quote societarie di una S.r.l. serve il notaio?

Il trasferimento di quote di S.r.l. richiede una forma precisa: un atto autenticato da un notaio oppure, in alcuni casi, una procedura con firma digitale gestita da un professionista abilitato, con deposito al registro delle imprese. Per operazioni di questa dimensione il notaio è quasi sempre coinvolto. Chiedi al tuo commercialista e al tuo avvocato quale forma è più adatta al tuo caso.

Come viene tassata la plusvalenza nella cessione di quote societarie?

Dipende da chi possiede le quote, se tu come persona fisica o una tua holding, da quanto tempo le hai e dal loro valore fiscale. Le differenze possono essere rilevanti. Prima di trattare chiedi al tuo commercialista una simulazione con i diversi scenari. Chiedigli anche se una rivalutazione delle quote o una riorganizzazione preventiva abbiano senso per te.

Posso restare in azienda dopo la cessione totale delle quote?

Sì, ed è frequente. Molti compratori chiedono al titolare di restare per un periodo concordato come amministratore, consulente o presidente, per accompagnare clienti, fornitori e squadra. Durata, ruolo, poteri e compenso si scrivono nel contratto. Conviene decidere prima cosa vuoi fare tu, così da negoziare un ruolo che ti stia bene e che abbia una fine chiara.

Nella cessione di quote di maggioranza come si tutela chi resta socio di minoranza?

Con i patti parasociali. Possono prevedere il diritto di vendere le tue quote insieme al socio di maggioranza alle stesse condizioni, un prezzo o un metodo di calcolo per l'uscita futura, la tua presenza nel consiglio e il veto su alcune decisioni. Senza questi patti la quota che tieni rischia di diventare difficile da vendere. Falli leggere al tuo avvocato.

Quanto tempo serve per una cessione di quote societarie?

Conviene mettere in conto sei-dodici mesi, a volte di più. La valutazione iniziale arriva in 72 ore. Il tempo vero se ne va nella ricerca del compratore giusto, nella trattativa e nelle verifiche su conti, contratti e fisco. Bilanci ordinati e documenti pronti accorciano molto le verifiche. Le fretta, invece, di solito si paga nel prezzo.

Quanto costa la cessione di quote societarie a chi vende con Deveur?

Nulla. Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, e solo a operazione conclusa. Valutazione riservata, scheda anonima e ricerca dei compratori non ti costano niente. Restano a tuo carico solo eventuali consulenti di fiducia che decidi di coinvolgere, come il commercialista per gli aspetti fiscali o l'avvocato per rivedere contratto e patti parasociali.

Come si calcola il valore delle quote di una S.r.l. in vendita?

Si parte dall'EBITDA, il margine operativo, e lo si moltiplica per un multiplo che dipende da settore, dimensione, rischio e dipendenza dal titolare. Al risultato si sottrae il debito netto o si aggiunge la liquidità. Ne esce una forbice di valore, non un prezzo fisso. Il prezzo finale lo decide la trattativa con compratori concreti.

Il prezzo della cessione di quote si incassa tutto alla firma?

Non sempre. Spesso una parte importante si incassa alla firma e il resto può essere dilazionato o legato ai risultati dei primi anni. Nella cessione di maggioranza, poi, la quota che tieni si vende più avanti. Valuta con il tuo avvocato le garanzie sulle somme non ancora incassate e le condizioni che le regolano.

Quando vanno informati i dipendenti di una cessione di quote societarie?

Non all'inizio. Una notizia uscita troppo presto crea incertezza fra dipendenti, clienti e fornitori, e può far saltare la trattativa. Di solito si informano prima uno o due collaboratori chiave, quando servono per le verifiche, e poi tutta la squadra a firma vicina o avvenuta. Il momento e il modo si decidono insieme al compratore.

Nella cessione di quote a un compratore svizzero, tedesco o francese cosa cambia?

Cambiano la lingua, alcune abitudini contrattuali e il modo di condurre le verifiche, non la sostanza. Il compratore estero valuta gli stessi elementi: margini, clienti, squadra, dipendenza dal titolare. Conviene avere documenti chiari e, se serve, tradotti. Chiedi ai tuoi consulenti come cambiano gli aspetti fiscali se il compratore ha sede fuori dall'Italia.

La cessione di quote societarie ai figli o ai dirigenti come funziona?

Il meccanismo è lo stesso, ma il problema di solito è il capitale. Figli e dirigenti conoscono l'azienda ma raramente hanno i mezzi per comprare tutto subito. Si possono usare pagamenti dilazionati, un ingresso graduale nel capitale o un partner finanziario al loro fianco. Per i figli, chiedi al commercialista e al notaio quali strumenti di passaggio generazionale fanno al caso tuo.

Nella cessione di quote societarie cosa succede al capannone di proprietà?

Se l'immobile è della società, passa con le quote e pesa sul valore. Se è tuo personalmente, puoi venderlo al compratore o affittarglielo con un contratto lungo, che ti dà una rendita. A volte conviene separarlo dall'azienda prima della vendita. Chiedi al commercialista quale soluzione ha più senso fiscalmente nel tuo caso.

Il primo passo è una telefonata di dieci minuti

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