Questa pagina spiega come funziona la valutazione d'azienda riservata in 72 ore. Trovi che cosa comprende e come si costruisce la forbice di valore partendo da EBITDA normalizzato, multipli di settore e posizione finanziaria netta. Vedi anche quali documenti servono, quando conviene e quando no, gli errori da evitare e perché per chi cede non ha alcun costo.
Cosa comprende una valutazione d'azienda riservata?
Comprende una forbice di valore, cioè un prezzo minimo e uno massimo realistici, con il ragionamento che li sostiene. Non è una perizia giurata: è la lettura che farebbe un compratore serio guardando i tuoi numeri.
Ricevi un documento breve. Dentro trovi l'EBITDA degli ultimi tre esercizi ripulito dalle voci che non si ripetono, i multipli che si usano nel tuo settore e la posizione finanziaria netta. C'è anche il calcolo che porta dal valore dell'impresa a quello che resterebbe a te. Trovi poi i punti che spostano la cifra verso l'alto o verso il basso: un cliente che pesa troppo, un capannone di proprietà, un responsabile commerciale che in realtà sei tu.
Il discorso vale per aziende sopra i 5 milioni di fatturato, perché sotto quella soglia i compratori ragionano in un altro modo.
Da parte tua serve poco: gli ultimi tre bilanci, una situazione contabile aggiornata e mezz'ora al telefono per raccontarci quello che i bilanci non dicono. Fuori da chi lavora alla valutazione, nessuno sa che l'hai chiesta.
Come si forma la forbice di valore di un'azienda?
Si parte dal margine che l'azienda produce davvero e lo si moltiplica per quanto il mercato paga quel margine nel tuo settore. Poi si tolgono i debiti e si aggiunge la cassa: ne esce un intervallo, non un numero solo.
- EBITDA normalizzato. È il margine prima di ammortamenti, interessi e tasse, corretto. Si tolgono le spese personali passate in azienda, gli stipendi di familiari fuori misura rispetto al ruolo e gli eventi straordinari. Se il tuo compenso è sotto il mercato, si corregge anche quello.
- Multipli di settore. Ogni settore ha una sua fascia. Clienti fedeli e contratti lunghi portano verso la parte alta, poche commesse e molta dipendenza verso la parte bassa.
- Posizione finanziaria netta. Debiti bancari e leasing meno la liquidità. Si sottrae dal valore dell'impresa per arrivare al prezzo delle quote.
Un esempio, solo illustrativo: un'azienda da 12 milioni con un EBITDA dell'11 % produce circa 1,3 milioni di margine. Con un multiplo fra 5 e 7 volte, l'impresa vale fra 6,6 e 9,2 milioni. Con 2 milioni di debito netto, le quote valgono fra 4,6 e 7,2 milioni.
Valutazione d'azienda riservata in 72 ore
Lo facciamo spesso, con aziende sopra i 5 milioni: lascia nome e telefono e ti chiama una persona, in forma riservata.
Chi compra un'azienda come la tua e cosa cerca?
Compra chi vuole crescere più in fretta di quanto riuscirebbe da solo: gruppi industriali, holding di famiglia, fondi che investono in imprese medie. Tutti cercano un'azienda che funzioni anche dopo di te.
Il gruppo industriale guarda ai tuoi clienti, ai tuoi prodotti, alla tua presenza in una zona dove lui non c'è. Può arrivare dalla Svizzera, dalla Germania o dalla Francia e cercare una base in Italia, o fare il percorso inverso. La holding di famiglia ha tempi lunghi e poca fretta di rivendere. Il fondo ragiona su un orizzonte di qualche anno. Spesso ti chiede di restare con una quota, perché gli serve la tua esperienza mentre la squadra cresce.
Ci sono poi i tuoi dirigenti o i tuoi figli, che possono rilevare l'azienda con l'aiuto di un socio finanziario. Le formule cambiano: cessione totale con te che resti per un periodo, ingresso di un socio di maggioranza, passaggio ai dirigenti o alla famiglia. Cambia chi compra, ma la domanda resta la stessa: questa azienda regge senza il titolare?
Cosa guardano per primo i compratori in una valutazione d'azienda?
Guardano la qualità del margine prima della sua grandezza: quanto è stabile, da quanti clienti dipende, quanto dipende da te. Subito dopo guardano la cassa.
Un margine alto ma concentrato su due clienti vale meno di uno più basso distribuito su cento. Un'azienda dove ogni decisione passa dal titolare vale meno di una con una seconda linea. Magazzino gonfio e crediti vecchi pesano, perché assorbono liquidità.
Gli errori tipici dei titolari vanno nella stessa direzione.
Il primo è fissarsi sul fatturato, quando il compratore paga il margine.
Il secondo è contare nel prezzo il capannone senza dirlo. Se l'immobile è dell'azienda, va valutato a parte o scorporato. Chiedi al tuo commercialista quale strada ha più senso nel tuo caso.
Il terzo è prendere come riferimento il prezzo spuntato da un concorrente, senza conoscerne debiti e condizioni.
Il quarto è aspettare l'anno peggiore per muoversi, quando si tratta da una posizione debole.
Quando NON conviene chiedere una valutazione d'azienda?
Non conviene se non sei pronto ad ascoltare un numero diverso da quello che hai in testa. Non conviene nemmeno se l'azienda sta vivendo un anno eccezionale, in bene o in male: in quei casi è meglio aspettare o scegliere un'altra strada.
Se l'ultimo esercizio è segnato da una perdita una tantum o da una commessa irripetibile, la forbice uscirebbe distorta. Meglio chiudere l'anno e ripartire da numeri puliti.
Se in famiglia c'è già un figlio pronto e il tema è solo come passargli le quote, il percorso è diverso. Patto di famiglia, donazione, holding: sono strumenti da discutere prima con il commercialista e il notaio che con un compratore.
Se l'azienda dipende ancora del tutto da te, può valere la pena dedicare due o tre anni a costruire una seconda linea, e valutare dopo.
E se non vuoi vendere, né ora né più avanti, una stima può servirti per la banca o per i soci. Non è il nostro mestiere, e te lo diremo con franchezza.
Come si arriva alla firma con Deveur, e quanto costa?
Si parte dalla valutazione riservata in 72 ore e si va avanti solo con il tuo consenso, un passo alla volta. Chi cede non paga nulla: il nostro compenso lo paga chi acquista, a operazione conclusa.
- La valutazione. Mandi bilanci e situazione aggiornata, poi parliamo mezz'ora. Entro 72 ore hai la forbice di valore.
- La scheda anonima. Se decidi di proseguire, prepariamo una scheda senza nome e senza dettagli che ti rendano riconoscibile. Esce solo con la tua firma.
- La riservatezza. Nessun compratore conosce il tuo nome prima di aver firmato un accordo di riservatezza.
- I compratori. Ti presentiamo solo chi ha dimostrato, con documenti verificati, di avere i mezzi per comprare.
- La firma. Seguono trattativa, verifiche sui conti e contratto. Questa fase richiede mesi, non settimane.
Se a un certo punto ti fermi, non devi nulla a nessuno.
Perché fare la valutazione d'azienda con Deveur?
Perché lavoriamo solo su aziende come la tua e solo su questi mercati: Italia dal Lazio in su, Svizzera, Germania e Francia. Ci occupiamo di come ragionano i compratori di queste zone e di come parlano i titolari che li incontrano.
Non promettiamo prezzi. Ti diciamo che cosa vede un compratore nei tuoi numeri, anche quando non è quello che speri di sentire. Usiamo gli stessi metodi che userà lui, così la sua offerta non arriva come una sorpresa.
Parliamo la lingua del tuo mestiere prima di quella della finanza. Se un termine non è chiaro, lo spieghiamo. Se una scelta ha conseguenze fiscali, ti diciamo cosa chiedere al tuo commercialista.
Lavoriamo con discrezione: dipendenti, clienti e banche non sanno nulla finché non decidi tu.
Siamo pagati da chi compra, e solo se l'operazione si chiude. Per questo cerchiamo acquirenti che arrivino davvero alla firma, alle condizioni che hai accettato tu.
Le domande che ci fanno sulla valutazione
Quanto costa una valutazione d'azienda per chi vuole vendere?
Per il titolare non costa nulla. La valutazione riservata è gratuita, e lo restano anche la scheda anonima e la ricerca dei compratori. Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, e solo quando l'operazione si conclude. Se ti fermi dopo la valutazione, o in qualunque momento successivo, non devi nulla. Le spese dei tuoi consulenti di fiducia, come commercialista o avvocato, restano invece a tuo carico.
Quanto tempo serve per avere una valutazione d'azienda?
Dal momento in cui ci mandi i documenti e facciamo una telefonata di mezz'ora, ricevi la forbice di valore entro 72 ore. Il tempo è breve perché la valutazione si concentra sui numeri che contano per un compratore: margine normalizzato, multipli del settore e posizione finanziaria netta. Una cessione vera e propria richiede invece mesi, fra ricerca dei compratori, trattativa e verifiche.
Quali documenti servono per la valutazione d'azienda?
Bastano gli ultimi tre bilanci depositati e una situazione contabile aggiornata dell'anno in corso. Se li hai, aiutano anche l'elenco dei debiti bancari e dei leasing e la ripartizione del fatturato fra i principali clienti, senza nomi. Il resto lo raccogliamo al telefono: chi decide cosa in azienda, quali spese non si ripetono, se l'immobile è di proprietà.
La valutazione d'azienda resta riservata anche con dipendenti e banche?
Sì. La richiesta resta fra te e chi lavora alla valutazione. Non contattiamo dipendenti, clienti, fornitori o banche, e non chiediamo informazioni all'esterno. Se poi decidi di cercare un compratore, la scheda è anonima ed esce solo con la tua firma. Il tuo nome arriva a un acquirente soltanto dopo che ha firmato un accordo di riservatezza.
Che differenza c'è fra valutazione d'azienda e perizia di stima?
La perizia è un documento formale, spesso giurato, che serve per atti societari, tribunali o operazioni con il fisco. La valutazione riservata è invece una lettura di mercato: indica la forbice entro cui un compratore serio potrebbe muoversi. Serve a decidere se e come vendere. Se ti occorre una perizia per altri scopi, chiedi al tuo commercialista a chi affidarla.
Come si calcola l'EBITDA normalizzato nella valutazione d'azienda?
Si parte dal margine operativo prima di ammortamenti, interessi e tasse, poi lo si corregge. Si tolgono le spese personali registrate in azienda, i compensi a familiari fuori misura rispetto al ruolo e gli eventi una tantum, come un risarcimento o una vendita straordinaria. Se il tuo stipendio è sotto il mercato, si adegua. Il risultato è il margine che un nuovo proprietario troverebbe davvero.
Quale multiplo si usa nella valutazione d'azienda del mio settore?
Ogni settore ha una sua fascia di multipli, e la tua azienda si colloca più in alto o più in basso in base alla qualità del margine. Clienti distribuiti, contratti ricorrenti e una squadra autonoma spingono verso l'alto. Dipendenza da pochi clienti o dal titolare spingono verso il basso. Per questo la valutazione dà una forbice e non un numero fisso.
Il capannone di proprietà entra nella valutazione d'azienda?
Dipende da come lo tratti. Molti compratori preferiscono pagare l'attività e prendere l'immobile in affitto. In quel caso il capannone si valuta a parte, e magari resta a te con un canone. Altri lo vogliono dentro l'operazione. Le conseguenze fiscali dello scorporo cambiano da caso a caso: chiedi al tuo commercialista quale strada conviene prima di parlarne con un acquirente.
Dopo la valutazione d'azienda sono obbligato a vendere?
No. La valutazione è uno strumento per decidere, non un impegno. Puoi leggerla, tenerla nel cassetto e riprenderla fra un anno. Puoi anche decidere di lavorare prima sui punti deboli che emergono, come la dipendenza da un cliente o l'assenza di una seconda linea. Si va avanti solo se firmi tu, a ogni passaggio.
Dopo la cessione dell'azienda posso restare a lavorare?
Spesso è proprio quello che il compratore chiede. Nella cessione totale il titolare resta di solito per un periodo concordato, per accompagnare clienti e squadra. Con l'ingresso di un socio di maggioranza puoi mantenere una quota e un ruolo operativo. Durata, compenso e responsabilità si fissano nel contratto. La valutazione tiene conto di questa disponibilità, perché riduce il rischio per chi compra.
La valutazione d'azienda serve anche per passare l'azienda ai figli o ai dirigenti?
Sì, perché dà un riferimento obiettivo su cui ragionare in famiglia o con i manager. Nel passaggio ai dirigenti aiuta a capire quanto debito l'operazione può reggere e se serve un socio finanziario. Nel passaggio ai figli può evitare discussioni fra fratelli. Gli strumenti per il trasferimento, come donazione o patto di famiglia, vanno valutati con il commercialista e il notaio.
Il primo passo è una telefonata di dieci minuti
Lascia un recapito: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
Parla con una persona, non con un modulo
Nome, telefono ed e-mail di lavoro. Ti chiamiamo noi e entro 72 ore hai la valutazione riservata. Chi cede non paga nulla.
