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Vendere l'azienda ai dirigenti (management buyout): mbo
Per aziende sopra i 5 milioni MBO

Vendere l'azienda ai dirigenti (management buyout)

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Parlarci non ti impegna: chi cede non paga nulla e nessuna scheda esce senza la tua firma.

Seconda lineaPartner finanziarioPrezzo e dilazioneGaranzie del venditoreContinuità aziendale
In sintesi

Questa pagina spiega come vendere l'azienda ai dirigenti con un management buyout. Trovi chi mette i soldi accanto alla tua seconda linea, come si forma il prezzo, quanta parte può essere dilazionata, quali garanzie ti chiederanno e quanto tempo serve. Trovi anche i casi in cui non conviene, gli errori più comuni e come si arriva alla firma senza esporre il nome dell'azienda.

Chi compra davvero, quando vendi l'azienda ai dirigenti?

Compra la tua seconda linea, ma quasi mai da sola. Accanto ai dirigenti entra un partner finanziario che mette la gran parte del capitale.

I manager portano competenza e una quota di soldi propri. Spesso è piccola rispetto al prezzo, ma pesa molto per le loro tasche. Il resto arriva da un investitore e da un finanziamento bancario, ripagato con gli utili futuri dell'azienda.

Il discorso vale per aziende sopra i 5 milioni di fatturato. Sotto quella soglia è difficile mettere in piedi una struttura che regga.

Cosa comprende l'operazione? La cessione delle quote e un accordo su prezzo e dilazione. Poi le garanzie che dai sui conti e il tuo eventuale ruolo nei mesi successivi.

Cosa cerca chi compra? I dirigenti cercano un'azienda che conoscono e che sanno di poter guidare. Il partner finanziario cerca una squadra credibile, flussi di cassa stabili e un debito sostenibile. Se manca una delle due cose, l'operazione non parte.

Come funziona un management buyout, passo per passo?

Si parte da una valutazione riservata e dalla verifica che i dirigenti vogliano e possano comprare. Poi si cerca il partner finanziario, si negozia e si firma.

In pratica le tappe sono queste.

  • La verifica della squadra. Prima di qualunque numero, capisci chi fra i tuoi ha davvero la stoffa e la voglia di diventare socio. Un direttore bravo non è per forza un imprenditore.
  • La valutazione. Si stima una forbice di valore realistica, sulla base dei conti degli ultimi anni.
  • Il partner finanziario. L'azienda viene presentata in forma anonima a investitori con i mezzi verificati. Il nome si fa solo dopo un accordo di riservatezza.
  • L'offerta e la due diligence. Chi entra controlla conti, contratti, personale e aspetti fiscali.
  • Il contratto e la transizione. Si firmano prezzo, dilazione e garanzie. Si fissa anche il tuo ruolo nel periodo di passaggio.

Ogni tappa può fermare tutto. Meglio così che scoprirlo dopo la firma.

Dal 2017 · aziende sopra i 5 milioni

Vendere l'azienda ai dirigenti (management buyout)

Lo facciamo spesso, con aziende sopra i 5 milioni: lascia nome e telefono e ti chiama una persona, in forma riservata.

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Cosa guarda per primo il partner finanziario, e cosa serve da te?

Guarda per primo la squadra e la cassa. Vuole sapere se i dirigenti reggono l'azienda senza di te e se gli utili bastano a ripagare il debito.

Solo dopo arriva il prezzo.

Il primo test è semplice. Se domani ti assenti per tre mesi, i clienti restano? I fornitori vengono pagati? Le offerte escono? Se la risposta dipende da te, il partner finanziario se ne accorge in fretta.

Il secondo test è la qualità dei numeri. Servono bilanci leggibili e margini spiegabili, senza spese personali mescolate a quelle aziendali.

Da parte tua servono tre cose:

  • conti puliti, possibilmente con una situazione intermedia aggiornata;
  • una delega reale ai dirigenti già prima della vendita, non solo promessa;
  • la disponibilità a restare per un periodo concordato, a volte con una quota di minoranza, per accompagnare banche e clienti.

Chiedi al tuo commercialista come preparare il bilancio in vista di un controllo esterno.

Quanto vale l'azienda se la comprano i tuoi dirigenti?

Vale quanto il mercato riconosce alla sua capacità di produrre cassa. Il valore è una forbice costruita su EBITDA, multiplo e posizione finanziaria netta.

Nessuno può dirti una cifra prima di aver letto i conti.

Il ragionamento è questo:

  • si parte dall'EBITDA normalizzato, cioè ripulito da voci straordinarie o personali;
  • lo si moltiplica per un multiplo che dipende dal settore, dalla dimensione, dalla concentrazione dei clienti e dalla solidità della squadra;
  • al valore dell'azienda si toglie il debito finanziario netto, oppure si aggiunge la cassa in eccesso.

Quello che resta è il prezzo delle quote.

Un esempio solo illustrativo: un'azienda da 12 milioni con un EBITDA dell'11 % produce circa 1,3 milioni di margine. Il multiplo e la posizione finanziaria decidono il resto.

Nel buyout c'è un tema in più: il prezzo spesso non si paga tutto alla firma. Una parte può essere dilazionata o legata ai risultati futuri. Per te significa più rischio, e va negoziato con attenzione.

Quando NON conviene vendere l'azienda ai dirigenti?

Non conviene quando la squadra non c'è o quando l'azienda dipende ancora tutta da te. Non conviene nemmeno se hai bisogno di incassare quasi tutto subito.

In questi casi forzare porta a un'operazione fragile.

Conviene invece quando la tua seconda linea già decide e i clienti sono legati all'azienda più che alla tua persona. Servono anche utili regolari. È la strada che protegge di più la continuità: stessa cultura, stessi volti per clienti e dipendenti.

Ci sono alternative oneste:

  • cedere l'intera azienda a un compratore industriale, restando per un periodo;
  • far entrare un socio di maggioranza e tenere una quota;
  • passare l'azienda alla famiglia, se c'è qualcuno pronto;
  • aspettare. Due o tre anni spesi a far crescere i dirigenti e a ridurre la dipendenza da te possono cambiare l'esito più di qualunque trattativa.

Non cedere è una scelta legittima se l'azienda va bene e tu hai ancora voglia. Basta che sia una scelta, non un rinvio.

Quali errori fanno saltare un buyout, e quanto tempo ci vuole?

Gli errori più frequenti sono parlarne troppo presto, sopravvalutare i dirigenti e trattare il prezzo prima della struttura. Sui tempi, si ragiona in mesi, non in settimane.

  • Annunciarlo in azienda. Se la voce gira prima che ci sia un partner, rischi di perdere persone e di innervosire banche e clienti.
  • Scegliere per affetto. Il dirigente più fedele non sempre è quello che sa guidare. Il partner finanziario lo valuterà comunque.
  • Guardare solo il prezzo. Una cifra alta con una dilazione lunga e garanzie pesanti può valere meno di una cifra più bassa pagata alla firma.
  • Arrivare con i conti in disordine. La due diligence trova tutto, e ogni sorpresa diventa uno sconto.

I tempi dipendono soprattutto da due cose: quanto è pronta la squadra e quanto sono puliti i numeri.

Sui costi la risposta è semplice: chi cede non paga nulla a Deveur. Il compenso lo paga chi acquista, a operazione conclusa. Restano a tuo carico i tuoi consulenti di fiducia, come commercialista e avvocato.

Perché vendere l'azienda ai dirigenti con Deveur, e come si arriva alla firma?

Lavoriamo sulla continuità di aziende come la tua, in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, Germania e Francia. Conosciamo il modo di ragionare dei partner finanziari che affiancano i manager.

Non vendiamo esiti: costruiamo un percorso ordinato.

In un buyout il nodo non è trovare un compratore. È far combaciare tre interessi: il tuo, quello dei dirigenti e quello di chi mette il capitale. Per questo lavoriamo per tappe, e ognuna richiede il tuo consenso.

Il percorso è questo:

  • si comincia con una valutazione riservata in 72 ore;
  • se decidi di andare avanti, prepariamo una scheda anonima, che circola solo con la tua firma;
  • nessun nome viene fatto prima di un accordo di riservatezza;
  • presentiamo l'azienda soltanto a compratori con i mezzi verificati, così non perdi tempo con chi non può chiudere;
  • si negoziano prezzo, dilazione e garanzie, fino al contratto.

Tu non paghi nulla: il compenso di Deveur lo versa chi acquista, a operazione conclusa.

Le domande che ci fanno sul management buyout

Posso vendere l'azienda ai dirigenti se non hanno i soldi per comprarla?

Sì, è il caso più comune. I dirigenti mettono una quota propria, di solito modesta rispetto al prezzo. Il resto arriva da un partner finanziario e da un finanziamento bancario, ripagato con gli utili dell'azienda. Contano due condizioni: una squadra credibile e una cassa che basti a sostenere il debito. Senza queste nessun investitore entra.

Quanto tempo ci vuole per vendere l'azienda ai dirigenti con un management buyout?

Si ragiona in mesi. I tempi dipendono da quanto i dirigenti sono pronti a guidare, da quanto sono ordinati i conti e da quanto è rapida la ricerca del partner finanziario. Dopo la firma c'è di solito un periodo di transizione in cui resti accanto alla squadra. Partire con una valutazione riservata aiuta a capire subito se i presupposti ci sono.

Se vendo l'azienda ai dirigenti devo restare in azienda dopo la cessione?

Quasi sempre ti chiederanno di restare per un periodo concordato, per accompagnare clienti, fornitori e banche. Il ruolo si definisce nel contratto: consulente, presidente, a volte socio di minoranza. Non è una condanna a vita. Serve a rendere credibile il passaggio e a proteggere il valore che hai costruito, compresa la parte di prezzo eventualmente dilazionata.

Vendere l'azienda ai dirigenti vale meno che venderla a un gruppo industriale?

Non per forza. Un compratore industriale a volte paga di più perché vede risparmi o mercati nuovi. Un buyout può pagare in modo diverso, con una parte dilazionata. Conviene confrontare le offerte guardando tutto: cifra alla firma, dilazione, garanzie, destino dei dipendenti e del marchio. La scelta giusta dipende anche da cosa vuoi lasciare, non solo da quanto incassi.

Cosa vuol dire dilazione del prezzo quando i dirigenti comprano l'azienda?

Significa che una parte del prezzo non ti viene pagata alla firma, ma più avanti, a rate o in base ai risultati futuri. È frequente quando dirigenti e partner finanziario vogliono ridurre il debito iniziale. Per te comporta un rischio: se l'azienda va male, quella parte può ridursi. Va negoziata con cura, con tutele scritte nel contratto.

Quali garanzie devo dare se vendo l'azienda ai miei dirigenti?

Di solito si danno dichiarazioni e garanzie su conti, contratti, personale e aspetti fiscali. Ti impegni anche a indennizzare l'acquirente se emergono problemi precedenti alla cessione. Durata e importi massimi si trattano. Chiedi al tuo avvocato e al tuo commercialista come limitarle in modo ragionevole: pesano sul valore reale dell'operazione quanto il prezzo.

Come faccio a capire se i miei dirigenti sono pronti a rilevare l'azienda?

Prova a toglierti per qualche settimana. Se le decisioni importanti continuano a essere prese, i clienti restano e i numeri tengono, la squadra c'è. Se tutto si ferma in attesa del tuo ritorno, serve tempo per crescere. Conta anche la voglia: diventare soci significa rischiare soldi propri, e non tutti i bravi dirigenti lo desiderano.

Quanto costa vendere l'azienda ai dirigenti tramite Deveur?

Per chi cede, nulla. Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, a operazione conclusa. Se l'operazione non si chiude, non devi niente. Restano a tuo carico solo i consulenti che scegli tu, come il commercialista e l'avvocato di fiducia. Conviene coinvolgerli fin dall'inizio per gli aspetti fiscali e contrattuali.

Posso vendere l'azienda ai dirigenti senza che lo sappiano dipendenti e clienti?

Sì, ed è la prassi nelle prime fasi. L'azienda viene presentata con una scheda anonima, che circola solo con la tua firma. Nessun nome viene rivelato prima di un accordo di riservatezza. I dirigenti coinvolti vanno scelti con cura e tenuti al riserbo. L'annuncio a dipendenti e clienti si prepara insieme, quando l'operazione è definita.

Come si calcola il prezzo quando i dirigenti comprano l'azienda?

Si parte dall'EBITDA normalizzato e lo si moltiplica per un multiplo che dipende da settore, dimensione e rischi. Poi si sottrae la posizione finanziaria netta. Il risultato è una forbice, non un numero esatto. Nel buyout conta anche come si paga: quota alla firma, dilazione, parte legata ai risultati. Una valutazione riservata in 72 ore ti dà un primo ordine di grandezza.

Vendere l'azienda ai dirigenti funziona anche in Svizzera, Germania o Francia?

Sì. Il meccanismo è lo stesso: i dirigenti rilevano l'azienda con un partner finanziario e un finanziamento. Cambiano le regole societarie, fiscali e del lavoro, quindi servono consulenti locali. Deveur lavora in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, Germania e Francia. Può affiancarti anche quando l'azienda ha sedi o controllate in più di questi paesi.

Cosa succede se il management buyout salta a metà strada?

Puoi ripartire. Se la riservatezza è stata rispettata, l'azienda non ha subito danni e restano aperte le altre strade: cessione totale a un compratore industriale, ingresso di un socio di maggioranza, passaggio alla famiglia. Spesso un buyout fallito insegna dove lavorare prima di riprovare, sulla squadra o sui conti.

Il primo passo è una telefonata di dieci minuti

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