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Passaggio generazionale d'azienda, con o senza eredi: famiglia
Per aziende sopra i 5 milioni Famiglia

Passaggio generazionale d'azienda, con o senza eredi

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Eredi in aziendaPatto di famigliaHolding di famigliaCessione a terziIl titolare che resta
In sintesi

Questa pagina spiega come funziona il passaggio generazionale d'azienda nei casi più comuni: i figli non vogliono subentrare, non sono ancora pronti, oppure ci sono e serve solo mettere ordine. Le strade sono il patto di famiglia, la holding, l'ingresso di un socio o la cessione a chi la porta avanti. Trovi anche tempi, costi, errori da evitare e i casi in cui conviene aspettare.

Cosa comprende un passaggio generazionale d'azienda?

Comprende tutto ciò che serve perché l'azienda continui quando non sarai più tu alla guida: chi la porta avanti, con quali quote e con quale ruolo per te. Gli eredi sono una strada, non l'unica.

Il discorso vale per aziende sopra i 5 milioni di fatturato. A quella dimensione sono in gioco dipendenti, clienti e un patrimonio che non si affida al caso.

Le strade concrete sono quattro:

  • I figli entrano e prendono il comando. Spesso si usa un patto di famiglia, che regola anche la parte dei fratelli che restano fuori.
  • Una holding di famiglia raccoglie le quote e separa la proprietà dalla gestione.
  • Un socio di maggioranza entra con capitale e manager. Tu resti con una quota e un ruolo.
  • Si cede tutto a chi la porta avanti. Tu rimani per un periodo concordato e accompagni il passaggio.

Le strade si possono anche combinare: per esempio un figlio come direttore commerciale e un compratore come socio di maggioranza. Non conta la formula più elegante. Conta quella che regge quando gli ordini non li firmi più tu.

Chi compra un'azienda di famiglia quando gli eredi non subentrano, e cosa cerca?

Compra chi vuole crescere nel tuo settore o chi ha capitale da investire in aziende solide. Cerca continuità: clienti che restano, persone capaci, conti leggibili.

I profili sono diversi:

  • L'azienda più grande del tuo settore. Cerca un mercato, un prodotto o una capacità produttiva che le manca.
  • L'investitore finanziario. Entra con la maggioranza e chiede al titolare di restare qualche anno.
  • La famiglia imprenditoriale. Vuole diversificare il proprio patrimonio.
  • I tuoi dirigenti. Possono comprare se hanno la stoffa e trovano chi li finanzia.
  • Il gruppo estero. Un compratore svizzero, tedesco o francese che vuole mettere un piede in Italia.

Prima del prezzo, tutti si chiedono una cosa: questa azienda funziona anche senza il suo fondatore? Se la risposta è sì, la trattativa parte bene. Se tutto passa dalla tua scrivania, il compratore ti chiederà di restare più a lungo, oppure abbasserà l'offerta per coprire il rischio.

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Passaggio generazionale d'azienda, con o senza eredi

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Quali dati guardano per primi i compratori, e cosa ti serve preparare?

Guardano i margini, il peso dei clienti principali e chi decide in azienda. Da te servono qualche documento in ordine e la disponibilità a dire le cose come stanno.

Prima ancora di incontrarti, un compratore serio legge pochi numeri e si fa un'idea:

  • I margini degli ultimi tre anni. Conta l'andamento, più del singolo anno buono.
  • I clienti principali. Se il primo vale un terzo del fatturato, va spiegato perché resterà.
  • La seconda linea. Chi segue produzione, vendite e amministrazione quando tu non ci sei.
  • I conti puliti. Spese personali, immobili e debiti verso i soci vanno separati e dichiarati.

Non devi diventare esperto di finanza. Bastano i bilanci, una situazione aggiornata dell'anno in corso, l'elenco dei contratti importanti e qualche ora per raccontare l'azienda con onestà. I problemi detti all'inizio si negoziano. Quelli scoperti dopo fanno saltare il tavolo.

Come si forma la forbice di valore nel passaggio generazionale d'azienda?

Si parte dall'EBITDA, cioè il margine operativo, e lo si moltiplica per un numero che dipende dal settore e dal rischio. Poi si toglie il debito o si aggiunge la cassa.

Un esempio illustrativo: un'azienda da 12 milioni con un EBITDA dell'11 %, cioè circa 1,3 milioni. Il compratore applica un multiplo che riflette tre cose: quanto quel margine è stabile, quanto dipende da te e quanto cresce il settore. Il risultato è il valore dell'impresa.

Da qui si passa alla posizione finanziaria netta. I debiti bancari si sottraggono, la cassa in eccesso si aggiunge. Quello che resta è il valore delle quote, cioè la cifra che ti riguarda davvero.

Per questo si parla di forbice e non di un numero secco. Due compratori leggono lo stesso bilancio con multipli diversi: uno vede un rischio che l'altro non vede, o una crescita che l'altro non saprebbe sfruttare. Nessuno può prometterti dove arriverai dentro la forbice. Si può però capire prima quali voci la allargano e quali la stringono.

Quando NON conviene cedere, e quali errori si fanno nel passaggio generazionale?

Non conviene cedere se un figlio è davvero pronto e motivato, se l'azienda viene da un anno anomalo o se tu non sei pronto a farti da parte. Molti errori nascono dal rimandare.

Se in casa c'è chi vuole e sa guidare, segui la strada degli eredi con calma: un patto di famiglia e qualche anno di affiancamento. Se l'ultimo bilancio è stato segnato da un evento eccezionale, conviene aspettare un esercizio che mostri il margine normale. E se l'idea di non decidere più ti toglie il sonno, parti da un socio di minoranza o da un manager esterno.

Gli errori tipici sono sempre quelli:

  • partire quando la salute o la stanchezza costringono a fare in fretta;
  • mettere in azienda un figlio per dovere e non per scelta;
  • fissarsi un prezzo prima di aver letto i numeri;
  • parlare con un solo compratore, magari un concorrente, e mostrargli tutto senza tutele;
  • trascurare la parte fiscale. Chiedi al tuo commercialista come pesano, nel tuo caso, la holding e il patto di famiglia.

Quanto tempo serve, e chi paga, per arrivare alla firma con Deveur?

Si ragiona in mesi, non in settimane. Tu che cedi non paghi nulla: il compenso di Deveur lo paga chi acquista, e solo a operazione conclusa.

Il percorso segue passi precisi, e a ogni passo decidi tu se andare avanti:

  • Valutazione riservata in 72 ore. Ci mandi i bilanci e ricevi una prima forbice di valore, senza che nessuno sappia chi sei.
  • Scheda anonima. Descriviamo l'azienda senza nome né dettagli riconoscibili. La facciamo circolare solo dopo la tua firma.
  • Accordo di riservatezza. Nessun compratore conosce il nome prima di averlo firmato.
  • Compratori verificati. Parliamo solo con chi ha dimostrato di avere i mezzi per comprare.
  • Offerte e firma. Confronti le proposte e scegli con chi andare avanti. Seguono le verifiche sui conti e il contratto.

I tempi dipendono soprattutto da quanto sono pronti i dati e da quanti compratori si fanno avanti. A te servono costanza e qualche ora alla settimana nei momenti decisivi.

Perché fare il passaggio generazionale d'azienda con Deveur?

Perché ci occupiamo solo di questo: dare continuità alle aziende di famiglia in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, in Germania e in Francia. Conosciamo i compratori di questi mercati e il loro modo di ragionare.

Un imprenditore tedesco e uno lombardo leggono lo stesso bilancio con occhi diversi. Un compratore svizzero dà peso a cose che un investitore francese trascura. Saperlo aiuta a presentare l'azienda nel modo giusto a ciascuno.

Lavoriamo con poche regole chiare:

  • Il nome della tua azienda non esce senza il tuo consenso.
  • Ti diamo una forbice realistica, anche quando è più bassa di quella che speri.
  • Ti diciamo quando conviene aspettare, puntare sui figli o scegliere un socio invece di una cessione totale. Un'operazione forzata non regge.
  • Non ti chiediamo soldi in anticipo. Il nostro interesse è che l'operazione si chiuda bene, con qualcuno che porti avanti quello che hai costruito.

Il resto lo decidi tu, con i tuoi tempi e con le tue persone di fiducia accanto.

Le domande che ci fanno sul passaggio generazionale

Come si fa il passaggio generazionale d'azienda se i figli non vogliono subentrare?

Si cerca chi può portarla avanti fuori dalla famiglia. Può essere un'azienda del settore, un investitore che entra con la maggioranza, i tuoi dirigenti o un gruppo estero. Spesso il titolare resta per un periodo concordato e accompagna il passaggio. La scelta di un figlio va rispettata: un erede costretto è un rischio più grande di un buon compratore esterno.

Il patto di famiglia serve nel passaggio generazionale d'azienda?

Serve quando l'azienda va a uno o più figli e gli altri ricevono una compensazione. Lo scopo è evitare contestazioni future fra eredi. Non è obbligatorio, ha regole precise e va costruito con cura. Prima di decidere, chiedi al tuo commercialista e al notaio se si adatta alla tua famiglia, quali effetti fiscali ha e come si coordina con il resto del patrimonio.

Conviene creare una holding di famiglia prima del passaggio generazionale?

Può convenire se vuoi separare la proprietà dalla gestione, tenere unite le quote fra più eredi o preparare l'ingresso di un socio. Non è sempre utile e ha costi di gestione. Chiedi al tuo commercialista se nel tuo caso semplifica davvero le cose, come cambia la tassazione e se è meglio costituirla prima o dopo un'eventuale cessione.

Posso restare in azienda dopo averla ceduta?

Sì, ed è frequente. Molti compratori lo chiedono, soprattutto per i primi anni: il titolare conosce clienti, fornitori e persone. Il ruolo, la durata e il compenso si concordano nel contratto. Può essere un incarico operativo o di consiglio. Se entra un socio di maggioranza, puoi anche tenere una quota e partecipare alla crescita successiva.

Quanto vale la mia azienda in un passaggio generazionale?

Dipende dall'EBITDA, dal multiplo che il compratore riconosce al tuo settore e al tuo rischio, e dalla posizione finanziaria netta. Non esiste un numero unico: esiste una forbice, che cambia a seconda di chi compra. Con la valutazione riservata di Deveur ricevi una prima forbice in 72 ore, senza rivelare il nome dell'azienda a nessuno.

Quanto costa a chi cede il passaggio generazionale d'azienda con Deveur?

A te che cedi non costa nulla. Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, e solo quando l'operazione è conclusa. Non ci sono anticipi né costi fissi per la valutazione o per la scheda anonima. Se l'operazione non si chiude, non paghi niente. Questo ci obbliga a lavorare solo su operazioni che hanno senso.

I miei dipendenti verranno a sapere che sto vendendo?

Non prima del momento che scegli tu. La scheda anonima non contiene il nome né dettagli riconoscibili, e circola solo dopo la tua firma. Ogni compratore firma un accordo di riservatezza prima di conoscere il nome. Quando e come informare i collaboratori chiave si decide insieme, di solito quando l'accordo è vicino e c'è qualcosa di concreto da dire.

A che età conviene iniziare a pensare al passaggio generazionale d'azienda?

Prima di quanto sembri necessario. Preparare la seconda linea, mettere in ordine i conti e capire le intenzioni dei figli richiede anni, non mesi. Chi parte quando la stanchezza o la salute impongono fretta tratta da una posizione debole. Una valutazione riservata non ti impegna a nulla, ma ti dice da dove parti.

Posso cedere l'azienda ai miei dirigenti?

Sì, se hanno capacità di guida e trovano chi finanzia l'acquisto. Di solito i dirigenti non hanno il capitale per comprare da soli. Servono quindi un investitore al loro fianco, un finanziamento bancario o un pagamento dilazionato verso di te. È una strada che protegge la continuità, perché chi compra conosce già l'azienda e le persone.

Un compratore estero può rilevare un'azienda di famiglia italiana?

Sì. Gruppi svizzeri, tedeschi e francesi guardano all'Italia per entrare in un mercato, acquisire un prodotto o una capacità produttiva. Leggono i bilanci con criteri propri e danno peso a cose diverse. Presentare l'azienda nel modo giusto a ciascuno aiuta la trattativa. Deveur lavora in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, in Germania e in Francia.

Cosa succede se un figlio vuole l'azienda e l'altro no?

È uno dei casi più comuni. Chi resta fuori va compensato in modo equo, con altri beni, con denaro o con una quota senza ruolo operativo. Il patto di famiglia e la holding sono strumenti spesso usati. Chiedi al tuo commercialista quale si adatta meglio e parlane apertamente in famiglia prima di firmare qualsiasi cosa.

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