Questa pagina spiega come funziona la cessione del marchio e dei brevetti quando vendi l'azienda o fai entrare un socio. Trovi a chi devono essere intestati, come si trasferiscono all'UIBM e quanto pesano nella trattativa. Spiega anche cosa succede al cognome di famiglia e quando conviene tenerli fuori dalla vendita.
Cosa comprende la cessione del marchio e dei brevetti insieme all'azienda?
Comprende tutto ciò che rende riconoscibili e protetti i tuoi prodotti: marchi, brevetti, disegni, know-how e nomi a dominio. Se non è scritto nel contratto, non passa.
Molti titolari pensano che vendendo le quote passi tutto in automatico. Vale solo se marchi e brevetti sono intestati alla società. Se qualcosa è a nome tuo, di un parente o di una vecchia società, va trasferito con un atto a parte.
- Marchi. Il nome, il logo e le linee di prodotto, registrati in Italia o all'estero, con le classi di prodotto coperte.
- Brevetti e modelli. Le invenzioni protette, i disegni industriali e le domande ancora in esame.
- Know-how. Ricette, disegni tecnici, procedure e software interni. Non si registrano, ma valgono.
- Domini e profili. Il sito, gli indirizzi email e gli account social con il nome dell'azienda.
Il compratore vuole una lista completa, con numeri di registrazione e scadenze. È la base su cui si costruisce il resto della trattativa.
Come si arriva alla firma
- Valutazione riservata in 72 ore
- Scheda anonima, solo con la tua firma
- Compratori selezionati dopo l'accordo di riservatezza
Chi compra un'azienda con marchio e brevetti, e cosa cerca?
Compra chi vuole entrare in un mercato senza ripartire da zero: un concorrente più grande, un gruppo industriale straniero, un investitore che cerca la maggioranza. Tutti cercano una protezione certa.
Per un'azienda che fattura oltre 3 milioni, il marchio è spesso ciò che il compratore non può costruirsi da solo in pochi anni. Un industriale tedesco o svizzero che vuole presidiare l'Italia sa quanto costa farsi conoscere dai clienti. Un investitore sa che un brevetto ben scritto tiene lontani i copiatori.
Cercano tre cose:
«Avevo 66 anni e un'azienda da 14 milioni a Reggio Emilia. Mia figlia fa il medico, mio figlio vive a Berlino. Pensavo che vendere volesse dire sparire. Sono rimasto due anni, e i miei 70 dipendenti sono ancora lì.»
Giorgio, 68 anni, stampaggio lamiera, Reggio Emilia
- che il marchio sia davvero loro dopo la firma, senza contestazioni;
- che i brevetti coprano i prodotti che oggi portano fatturato, non quelli di dieci anni fa;
- che il know-how non stia solo nella tua testa o in quella di un tecnico vicino alla pensione.
Chi compra paga per un futuro senza sorprese. Ogni dubbio sulla proprietà diventa una richiesta di sconto o di garanzie in più.
Cessione del marchio e dei brevetti insieme all'azienda
Lo facciamo spesso, con aziende oltre €3M+: lascia nome, telefono e ragione sociale e ti chiama una persona, in forma riservata.
Cosa guardano per primo i compratori nel marchio e nei brevetti?
Guardano a chi sono intestati e dove sono protetti. Sono le prime domande della verifica che fanno prima di firmare, e lì si trovano gli errori più frequenti.
I legali del compratore aprono le banche dati e controllano titolare, classi, paesi e scadenze. Gli errori tipici si ripetono:
- il marchio è registrato a nome del fondatore, non della società;
- copre l'Italia ma non la Germania o la Francia, dove vendi da anni;
- un brevetto è decaduto perché nessuno ha pagato le annualità;
- un disegno è stato fatto da un consulente esterno senza un contratto che ne ceda i diritti;
- il logo è cambiato, ma la registrazione protegge ancora quello vecchio.
Da parte tua serve poco, ma serve presto:
Vuoi sapere che numero fa la tua azienda?
Nome, telefono e ragione sociale: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
- l'elenco dei titoli e i certificati di registrazione;
- i contratti con chi ha progettato prodotti e grafica;
- le eventuali licenze date a terzi.
Se trovi un buco, sistemalo prima di presentare l'azienda. Scoperto durante la trattativa, pesa molto di più.
Quanto pesano marchio e brevetti nel prezzo di cessione?
Pesano attraverso i numeri dell'azienda, non come una voce a parte. Un marchio solido sostiene margini e multiplo; uno fragile li abbassa.
Il prezzo nasce quasi sempre da tre elementi:
Come si arriva alla firma
- Valutazione riservata in 72 ore
- Scheda anonima, solo con la tua firma
- Compratori selezionati dopo l'accordo di riservatezza
- l'EBITDA, cioè quanto l'azienda guadagna con la sua attività prima di interessi, tasse e ammortamenti;
- il multiplo, il numero per cui si moltiplica l'EBITDA, che cambia con il settore, la crescita e il rischio;
- la posizione finanziaria netta, cioè debiti meno liquidità, che si toglie o si aggiunge per arrivare al prezzo delle quote.
Marchio e brevetti entrano nel multiplo. Prendi un'azienda da 12 milioni con un EBITDA dell'11 %. Se i clienti la scelgono per il nome e i prodotti sono protetti, il compratore vede margini difendibili e si avvicina alla parte alta della forbice. Se la protezione è incerta, resta in basso.
Per questo la forbice si stima con i titoli già controllati. Nessuno serio può prometterti un numero in anticipo.
Quando NON conviene cedere il marchio insieme all'azienda?
Non conviene quando il marchio è il cognome di famiglia e vuoi continuare a usarlo, quando i titoli non sono in ordine, o quando non sei pronto a vedere il tuo nome in mano ad altri.
«Ho chiamato un giovedì, mi ha richiamato una persona il venerdì. Mi ha fatto dieci domande e mi ha detto subito che la mia non era un'azienda da 20 milioni di prezzo. Mi ha fatto risparmiare un anno.»
Paola, 61 anni, distribuzione di ricambi, provincia di Treviso
Se l'azienda porta il tuo cognome, chi compra il marchio potrà usarlo anche in futuro. I tuoi figli, invece, potrebbero non poterlo usare per un'altra attività nello stesso settore. È una decisione da prendere a mente fredda, prima della trattativa.
Le alternative sono due:
- tenere il marchio fuori, in una società di famiglia, e darlo in licenza a chi compra;
- cedere tutto e ottenere una licenza al venditore, per un'attività che resta tua.
Chiedi al tuo commercialista e a un legale come queste scelte incidono su tasse e prezzo.
Vuoi sapere che numero fa la tua azienda?
Nome, telefono e ragione sociale: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
A volte conviene aspettare, per esempio se stai registrando il marchio all'estero o depositando un brevetto. Quando invece il compratore vuole un pacchetto pulito, cedere tutto insieme rende la trattativa più semplice.
Come si arriva alla firma con Deveur, passo per passo?
Si parte da una valutazione riservata in 72 ore e si arriva al contratto e alla trascrizione all'UIBM. Tu non paghi nulla: il compenso di Deveur lo paga chi acquista, a operazione conclusa.
- Valutazione riservata. In 72 ore ricevi una prima forbice di valore, con un primo controllo dei tuoi marchi e brevetti.
- Scheda anonima. Presentiamo l'azienda senza nome, e solo dopo la tua firma.
- Riservatezza. Nessun nome viene comunicato prima che il compratore abbia firmato un accordo di riservatezza.
- Compratori verificati. Parliamo solo con chi ha dimostrato di avere i mezzi.
- Contratto e trascrizione. Marchi e brevetti vengono elencati nel contratto. Se servono atti separati, si trasferiscono e si trascrivono all'UIBM e presso gli uffici esteri.
I tempi dipendono da quanto sono in ordine i titoli e da chi compra: si ragiona in mesi, non in settimane. Le spese di trascrizione e dei legali si concordano in trattativa.
Come si arriva alla firma
- Valutazione riservata in 72 ore
- Scheda anonima, solo con la tua firma
- Compratori selezionati dopo l'accordo di riservatezza
Perché affidare la cessione di marchio e brevetti a Deveur?
Perché conosciamo le domande che i compratori fanno su marchi e brevetti, e ti aiutiamo a prepararti prima che arrivino. Lavoriamo in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, in Germania e in Francia.
Sappiamo che un compratore straniero guarda prima la protezione nei paesi dove vende lui. Sappiamo che la questione del cognome di famiglia può fermare una trattativa quanto i numeri.
Il nostro lavoro è pratico. Facciamo con te l'elenco dei titoli e segnaliamo i buchi. Ti diciamo cosa chiedere al tuo consulente in proprietà industriale e al commercialista.
«Avevo 66 anni e un'azienda da 14 milioni a Reggio Emilia. Mia figlia fa il medico, mio figlio vive a Berlino. Pensavo che vendere volesse dire sparire. Sono rimasto due anni, e i miei 70 dipendenti sono ancora lì.»
Giorgio, 68 anni, stampaggio lamiera, Reggio Emilia
Poi cerchiamo il compratore adatto alla formula che hai scelto:
- cessione totale, con te che resti per un periodo;
- ingresso di un socio di maggioranza;
- passaggio ai dirigenti o alla famiglia.
Non ti promettiamo un prezzo. Ti offriamo un percorso chiaro e riservato, con interlocutori che hanno i mezzi per chiudere.
Le domande che ci fanno sul marchio
Il marchio intestato a me personalmente passa con la vendita delle quote della società?
No, di regola non passa da solo. Se il marchio è intestato a te come persona, vendere le quote trasferisce la società ma non il marchio. Serve un atto di cessione separato, da trascrivere all'UIBM e negli uffici esteri dove è registrato. Conviene farlo prima della trattativa, chiedendo al tuo commercialista come gestire l'operazione dal punto di vista fiscale.
Come si trasferisce un marchio all'UIBM dopo la cessione dell'azienda?
Si firma un atto di cessione, o si richiama il marchio nel contratto di vendita, e poi si chiede la trascrizione all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. La trascrizione rende il passaggio visibile a tutti e opponibile a terzi. Per i marchi registrati all'estero servono pratiche analoghe presso gli uffici competenti. Di solito se ne occupa un consulente in proprietà industriale.
Posso vendere l'azienda e tenermi il marchio con il cognome di famiglia?
Sì, si può, ma va deciso prima di parlare con i compratori. Puoi tenere il marchio in una società di famiglia e darlo in licenza a chi compra, oppure cederlo con alcuni limiti d'uso concordati. Molti compratori preferiscono avere tutto, quindi la scelta incide sulla trattativa. Chiedi a un legale e al commercialista quali conseguenze ha nel tuo caso.
Cos'è la licenza al venditore nella cessione del marchio e dei brevetti?
È un accordo con cui il compratore, diventato proprietario del marchio o del brevetto, ti consente di continuare a usarlo per un'attività precisa. Può riguardare una linea di prodotto, un territorio o un periodo limitato. Serve quando vuoi cedere l'azienda ma tenere una piccola attività tua. Le condizioni si scrivono nel contratto, con confini chiari per evitare conflitti futuri.
I brevetti scaduti o vicini alla scadenza hanno ancora valore nella cessione dell'azienda?
Un brevetto scaduto non protegge più l'invenzione, che chiunque può usare. Può però restare il know-how costruito intorno: processi, fornitori, esperienza produttiva. Un brevetto vicino alla scadenza pesa meno di uno appena concesso. Per il compratore conta soprattutto che i prodotti che oggi portano fatturato siano protetti. Verifica le scadenze prima di presentare l'azienda.
Come proteggo il know-how non brevettato quando vendo l'azienda?
Il know-how si protegge mettendolo per iscritto: procedure, ricette, disegni tecnici, archivi ordinati. Durante la trattativa lo mostri solo dopo un accordo di riservatezza, e nelle fasi avanzate. Per il compratore conta anche che le persone chiave restino, quindi spesso si concordano periodi di affiancamento. Chiedi al tuo legale come tutelare i segreti aziendali nei contratti.
Il marchio registrato solo in Italia interessa a un compratore tedesco o svizzero?
Può interessare, ma lui guarderà subito la protezione nei paesi dove vende. Se il tuo marchio è registrato solo in Italia e qualcuno lo ha depositato prima di te all'estero, il compratore lo considera un rischio. Prima di vendere conviene verificare con un consulente in proprietà industriale se estendere la registrazione nei mercati che contano per te.
Quanto costa a chi vende la cessione del marchio e dei brevetti con Deveur?
A chi cede non costa nulla. Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, e solo a operazione conclusa. Restano le spese tecniche, come la trascrizione dei titoli e i professionisti che segui tu, per esempio il tuo commercialista. La ripartizione di queste spese tra le parti si concorda durante la trattativa.
Serve una perizia sul valore del marchio prima di vendere l'azienda?
Non sempre. Nella maggior parte delle cessioni il marchio pesa attraverso il multiplo dell'EBITDA, non con un valore separato. Una perizia può servire se il marchio viene ceduto da solo, se è intestato a una persona diversa dalla società o per ragioni fiscali. Chiedi al tuo commercialista se nel tuo caso è utile o necessaria.
Dopo la cessione del marchio il compratore può cambiare nome all'azienda o ai prodotti?
Sì. Una volta proprietario, il compratore decide come usare il marchio, salvo limiti scritti nel contratto. Se ci tieni che il nome resti, o che non venga usato in certi modi, devi negoziarlo prima della firma. Vale soprattutto quando il marchio è il cognome di famiglia. Un legale può aiutarti a scrivere clausole chiare e applicabili.
Cosa succede alle licenze di marchio già concesse quando vendo l'azienda?
Le licenze in corso vanno dichiarate al compratore, perché limitano l'uso del marchio o portano entrate. Bisogna verificare se i contratti prevedono clausole in caso di cambio di proprietà. Prepara copie complete, con durata, territori e compensi. Una licenza nascosta, scoperta durante la verifica, si traduce quasi sempre in richieste di garanzie o in uno sconto.
Il primo passo è una telefonata di dieci minuti
Lascia un recapito: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
Parla con una persona, non con un modulo
Nome, telefono e ragione sociale. Ti chiamiamo noi e entro 72 ore hai la valutazione riservata. Chi cede non paga nulla.
