Questa pagina spiega la tassazione della cessione d'azienda per chi pensa di vendere, far entrare un socio o passare la mano. Qui trovi come si tassa la plusvalenza se vendi da persona fisica, quando una holding può usare la PEX, chi paga l'imposta di registro e quali domande portare al tuo commercialista prima di firmare.
Cosa comprende la tassazione della cessione d'azienda?
Dipende da cosa vendi e da chi lo possiede. Se vendi le quote, paghi sulla plusvalenza. Se è la società a vendere l'azienda, il conto cambia per lei e per chi compra.
Il primo bivio è la forma. Nella cessione di quote vendi tu, o la tua holding, e l'azienda resta intatta. Nella cessione d'azienda o di un ramo vende la società: incassa lei, e i soldi devono ancora arrivare a te. Le voci da conoscere sono cinque:
- Plusvalenza. È la differenza fra prezzo incassato e costo fiscale delle quote. Da persona fisica si paga un'imposta sostitutiva. Chiedi al commercialista l'aliquota in vigore nell'anno della firma.
- PEX. Se le quote sono di una holding, la plusvalenza può essere in gran parte esente, con requisiti precisi.
- Imposta di registro. Nella cessione d'azienda la paga di norma chi compra, ma chi vende ne risponde in solido.
- Rateizzazione. In certi casi la plusvalenza d'impresa si spalma su più esercizi.
- Rivalutazione delle quote. Quando la legge la consente, alzi il costo fiscale pagando prima un'imposta su una perizia.
Per aziende oltre i 3 milioni di fatturato, la scelta della forma pesa quanto la trattativa sul prezzo.
«Ho chiamato un giovedì, mi ha richiamato una persona il venerdì. Mi ha fatto dieci domande e mi ha detto subito che la mia non era un'azienda da 20 milioni di prezzo. Mi ha fatto risparmiare un anno.»
Paola, 61 anni, distribuzione di ricambi, provincia di Treviso
Chi compra un'azienda come la tua, e cosa vuole dal lato fiscale?
Compra un industriale del tuo settore, un fondo di investimento, i tuoi dirigenti o la tua famiglia. Ognuno preferisce una forma diversa, e la forma decide le tue tasse.
L'industriale a volte chiede di comprare l'azienda e non le quote: così non eredita rischi fiscali passati e può ammortizzare quello che paga. A te conviene quasi sempre il contrario. Il punto si discute presto, non all'ultimo incontro.
Il fondo compra le quote attraverso una società veicolo e spesso ti chiede di reinvestire una parte del prezzo restando socio. Quel reinvestimento ha un trattamento fiscale suo: va chiarito prima della firma.
Vuoi sapere che numero fa la tua azienda?
Nome, telefono e ragione sociale: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
I dirigenti di solito pagano in più rate o con un finanziamento. Chiedi al commercialista quando si tassano le somme che incassi negli anni successivi.
Il passaggio ai figli può non essere una vendita: esistono strade con imposte ridotte, legate a condizioni da rispettare nel tempo.
Se il compratore arriva dalla Svizzera, dalla Germania o dalla Francia, sul tuo lato vale comunque il fisco del Paese in cui sei residente.
Come si arriva alla firma
- Valutazione riservata in 72 ore
- Scheda anonima, solo con la tua firma
- Compratori selezionati dopo l'accordo di riservatezza
Fisco della cessione: plusvalenza, PEX, imposta di registro
Lo facciamo spesso, con aziende oltre €3M+: lascia nome, telefono e ragione sociale e ti chiama una persona, in forma riservata.
Cosa guardano per primi i compratori, e cosa devi preparare tu?
Guardano se negli ultimi anni ci sono rischi fiscali nascosti. Ogni dubbio diventa una trattenuta sul prezzo o una garanzia che firmi tu.
La due diligence fiscale parte dalle dichiarazioni degli anni ancora accertabili. Poi passa agli avvisi ricevuti, ai contenziosi aperti, ai crediti d'imposta usati, ai rapporti fra la società e i soci: compensi, auto, immobili in affitto dal titolare. Se fai parte di un gruppo, guardano i prezzi applicati fra le società.
Da te serve poco, ma serve presto. Bilanci e dichiarazioni in ordine. L'elenco di ogni lettera dell'Agenzia delle Entrate e di come è finita. E una cosa che molti titolari non hanno: la ricostruzione del costo fiscale delle quote, cioè quanto le hai pagate, ereditate o aumentate negli anni. Senza quel numero non si calcola la plusvalenza.
«Avevo 66 anni e un'azienda da 14 milioni a Reggio Emilia. Mia figlia fa il medico, mio figlio vive a Berlino. Pensavo che vendere volesse dire sparire. Sono rimasto due anni, e i miei 70 dipendenti sono ancora lì.»
Giorgio, 68 anni, stampaggio lamiera, Reggio Emilia
Più la documentazione è pulita, meno il compratore chiede di trattenere una parte del prezzo su un conto vincolato. Quella somma, finché resta lì, non è tua.
Come si forma il prezzo su cui paghi le tasse?
Il prezzo nasce da un multiplo dell'EBITDA, a cui si toglie il debito o si aggiunge la cassa. La forbice fra offerte dipende da quanto quell'EBITDA è ripetibile.
Facciamo un esempio illustrativo. Un'azienda da 12 milioni con un EBITDA dell'11 % produce circa 1,3 milioni di margine. Il compratore applica un multiplo, che dipende dal settore, dalla crescita e da quanto l'azienda regge senza di te. Il risultato è il valore d'impresa.
Vuoi sapere che numero fa la tua azienda?
Nome, telefono e ragione sociale: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
Da lì si passa alla posizione finanziaria netta. Se in azienda c'è cassa, il prezzo delle quote sale. Se c'è debito, scende. Contano anche le normalizzazioni: il tuo compenso fuori mercato, l'affitto del capannone che possiedi tu, i costi una tantum.
Sul prezzo delle quote, meno il costo fiscale, si calcola la plusvalenza. Se una parte arriva dopo, legata ai risultati futuri, cambia anche il momento in cui la tassi. Nessuno può dirti in anticipo il multiplo giusto. Puoi però sapere in anticipo che cosa lo sposta.
Quando non conviene cedere adesso, o conviene farlo in un altro modo?
Non conviene se il conto fiscale migliora aspettando qualche mese, o se la holding non ha ancora i requisiti per la PEX. A volte conviene non vendere tutto.
Come si arriva alla firma
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Conviene cedere quando i conti sono puliti, la squadra regge senza di te e la forma dell'operazione è decisa prima dell'offerta. Lì il fisco diventa un costo prevedibile.
Ci sono però casi in cui aspettare è la scelta giusta. Un contenzioso fiscale aperto pesa sul prezzo più di quanto pesi chiuderlo. Una holding costituita da poco può non avere ancora il periodo di possesso richiesto. Una rivalutazione delle quote, se la legge la prevede, va fatta prima di trattare, non durante.
Poi ci sono le alternative. Far entrare un socio di maggioranza e restare con una quota ti lascia una parte del futuro. Il passaggio ai figli o ai dirigenti ha regole e imposte diverse da una vendita. E se l'azienda dipende ancora tutta da te, due anni passati a costruire una seconda linea valgono più di qualunque ottimizzazione fiscale.
«Ho chiamato un giovedì, mi ha richiamato una persona il venerdì. Mi ha fatto dieci domande e mi ha detto subito che la mia non era un'azienda da 20 milioni di prezzo. Mi ha fatto risparmiare un anno.»
Paola, 61 anni, distribuzione di ricambi, provincia di Treviso
Perché farlo con Deveur se hai già un commercialista di fiducia?
Perché il tuo commercialista conosce i tuoi conti, noi conosciamo il modo in cui i compratori li leggono. Lavoriamo con lui, non al suo posto.
Seguiamo passaggi di aziende in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, in Germania e in Francia. Ogni volta vediamo gli stessi errori, e quasi nessuno è un errore di calcolo.
Il primo è decidere la struttura dopo aver ricevuto l'offerta, quando il compratore ha già impostato tutto a modo suo. Il secondo è guardare il prezzo e non l'incasso netto, cioè quello che resta dopo imposte, trattenute e garanzie. Il terzo è costituire la holding troppo tardi, o solo per risparmiare, cosa che il fisco guarda con attenzione. Il quarto è firmare garanzie fiscali senza limite di importo né di durata.
Vuoi sapere che numero fa la tua azienda?
Nome, telefono e ragione sociale: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
Il nostro lavoro è far arrivare queste domande sul tavolo del tuo commercialista mesi prima, con le offerte vere in mano, così può confrontare le strutture sui numeri e non sulle ipotesi.
Come si arriva alla firma con Deveur, e quanto ti costa?
A te non costa nulla: il compenso di Deveur lo paga chi compra, a operazione conclusa. Il percorso parte da una valutazione riservata e arriva dal notaio in alcuni mesi.
- Valutazione riservata in 72 ore. Ci mandi i bilanci, ti restituiamo una forbice di valore e i punti fiscali da chiarire.
- Scheda anonima. La prepariamo noi e esce solo con la tua firma. Nessun nome, nessun dettaglio che ti renda riconoscibile.
- Accordo di riservatezza. Il compratore lo firma prima di sapere chi sei.
- Compratori verificati. Presentiamo solo chi ha dimostrato di avere i mezzi per pagare.
- Struttura e firma. Arrivano le offerte, il tuo commercialista le confronta sull'incasso netto, poi due diligence, contratto e firma.
I tempi dipendono soprattutto dalla due diligence: documenti in ordine accorciano tutto. Il compenso del tuo commercialista resta un accordo fra te e lui.
Come si arriva alla firma
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Le domande che ci fanno sul fisco
Quante tasse si pagano sulla cessione di quote di una srl da persona fisica?
Si paga un'imposta sostitutiva sulla plusvalenza, cioè sulla differenza fra il prezzo incassato e il costo fiscale delle quote. Non si somma agli altri redditi. L'aliquota è fissata dalla legge e può cambiare negli anni: chiedi al tuo commercialista quella in vigore quando firmerai, e fatti ricostruire con precisione il costo fiscale delle tue quote.
Cos'è la PEX e quando si applica alla vendita delle quote tramite holding?
La PEX è il regime che rende in gran parte esente la plusvalenza realizzata da una società che vende una partecipazione. Si applica se sono rispettati alcuni requisiti, fra cui un periodo minimo di possesso e lo svolgimento di un'attività commerciale vera da parte della società ceduta. Chiedi al commercialista se la tua holding li ha già tutti, oggi.
Chi paga l'imposta di registro nella cessione d'azienda?
Nella cessione d'azienda o di un ramo l'imposta di registro la paga di norma chi compra, con aliquote diverse per i vari beni trasferiti. La legge però rende obbligato in solido anche chi vende. Nella cessione di quote l'imposta di registro pesa molto meno. Chiedi al commercialista come il contratto deve ripartire questo costo.
Conviene vendere le quote o l'azienda per pagare meno tasse nella cessione?
Per chi vende, la cessione di quote è spesso più semplice e più leggera, soprattutto se c'è una holding. Il compratore invece può preferire l'acquisto dell'azienda per non ereditare rischi passati. Non esiste una risposta valida per tutti: fai confrontare al tuo commercialista le due strade sull'incasso netto finale, non sull'aliquota.
Si può rateizzare la tassazione della plusvalenza da cessione d'azienda?
Quando a vendere l'azienda è una società, in certi casi la plusvalenza può essere distribuita su più esercizi, se l'azienda è posseduta da un tempo minimo. Per la persona fisica che vende quote conta invece quando incassa le somme. Chiedi al commercialista quale regola vale per la tua operazione e come cambia con un prezzo dilazionato.
Come funziona la rivalutazione delle quote prima della vendita?
Quando la legge la prevede, puoi far periziare le quote e pagare un'imposta sostitutiva sul loro valore. Così il costo fiscale sale e la plusvalenza futura si riduce. Va fatta prima di cedere, con tempi e scadenze precise. Chiedi al tuo commercialista se nel tuo caso è possibile e se il conto finale ti conviene davvero.
Se il prezzo della cessione è pagato in più anni con earn-out, quando pago le tasse?
Dipende da chi vende e da come è scritto il contratto. Per la persona fisica conta in genere il momento in cui incassi le somme. Per una società le regole sono diverse. Una parte di prezzo legata ai risultati futuri può anche non arrivare mai. Chiedi al commercialista come trattare ogni rata prima di firmare.
Ha senso creare una holding poco prima di vendere l'azienda?
Può avere senso, ma il fisco guarda con attenzione alle operazioni fatte solo per pagare meno. I requisiti per la PEX richiedono tempo, e i conferimenti in holding hanno regole proprie. Se ci pensi, parlane con il commercialista con largo anticipo rispetto alla vendita, non quando hai già un'offerta in mano.
Come si tassa il passaggio dell'azienda ai figli invece della vendita?
Il passaggio ai figli può avvenire con una donazione o con un patto di famiglia, e a certe condizioni le imposte sono molto ridotte. Fra queste c'è l'impegno a proseguire l'attività o a mantenere il controllo per un periodo minimo. Chiedi al commercialista quali condizioni valgono e cosa succede se non vengono rispettate.
Se compra un gruppo svizzero, tedesco o francese cambia la tassazione della cessione per me?
Sul tuo lato vale di norma il fisco del Paese in cui sei residente, chiunque sia il compratore. Cambiano invece le richieste del compratore, la forma che preferisce e le garanzie che chiede. Se tu stesso vivi all'estero o hai la holding fuori dall'Italia, il quadro cambia: chiedi un parere specifico al tuo commercialista.
Quanto costa a chi vende rivolgersi a Deveur per la cessione dell'azienda?
A chi vende non costa nulla. Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, e solo a operazione conclusa. Si parte da una valutazione riservata in 72 ore, la scheda anonima esce solo con la tua firma e ogni compratore firma un accordo di riservatezza prima di conoscere il tuo nome.
Cosa portare al commercialista prima di trattare la cessione dell'azienda?
Porta gli ultimi bilanci, le dichiarazioni degli anni ancora accertabili, ogni comunicazione ricevuta dall'Agenzia delle Entrate e i documenti che dimostrano quanto ti sono costate le quote. Poi chiedigli tre cose: quale forma conviene, quanto resta netto a te in ciascun caso e se serve preparare qualcosa adesso, prima di trattare.
Il primo passo è una telefonata di dieci minuti
Lascia un recapito: ti chiama una persona, in forma riservata, e entro 72 ore hai una forbice di valore. Chi cede non paga nulla.
Parla con una persona, non con un modulo
Nome, telefono e ragione sociale. Ti chiamiamo noi e entro 72 ore hai la valutazione riservata. Chi cede non paga nulla.
