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Holding di famiglia: metterla in piedi prima di cedere: holding
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Holding di famiglia: metterla in piedi prima di cedere

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Conferimento delle quoteRegime PEXPatrimonio separatoSoci di famigliaTempi tecnici
In sintesi

Qui trovi quando ha senso costituire una holding di famiglia prima della cessione dell'azienda, come si conferiscono le quote, cosa cambia su fisco e patrimonio, quali domande portare al tuo commercialista e come i compratori leggono una struttura del genere. Spieghiamo anche quando non conviene, quanto tempo serve e come si arriva alla firma senza costi per chi cede.

Cosa comprende mettere in piedi una holding di famiglia prima della cessione?

Comprende tre cose: portare le quote della tua azienda in una nuova società di famiglia, scegliere chi ne fa parte e fare un controllo fiscale prima che arrivi un compratore.

Il discorso vale per aziende sopra i 3 milioni di fatturato, dove la struttura pesa sul risultato finale. Da te servono i bilanci recenti, lo statuto, gli eventuali patti fra soci e una decisione chiara su chi entra.

  • Conferimento delle quote. Una perizia stabilisce il valore delle quote e il notaio fa l'atto. Chiedi al commercialista quale regime di conferimento si applica nel tuo caso.
  • Regime PEX. Può alleggerire le imposte sulla plusvalenza quando a vendere è una società. Ha requisiti di tempo e di attività, da verificare prima di costituire la holding.
  • Soci di famiglia. Va deciso chi entra, con quali quote e chi decide. Uno statuto e dei patti scritti evitano blocchi al momento di vendere.
  • Patrimonio separato. Il ricavato resta nella holding, distinto dal tuo patrimonio personale e pronto per essere reinvestito.

Chi compra un'azienda che fa capo a una holding di famiglia, e cosa cerca?

Compra chi comprerebbe comunque la tua azienda: un gruppo del settore, un investitore finanziario, a volte i tuoi dirigenti. A tutti interessa l'azienda operativa. La holding conta solo se è pulita.

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Il gruppo industriale cerca clienti, impianti, competenze e una posizione su un mercato che non ha. L'investitore finanziario cerca margini stabili e una squadra che resti per qualche anno, a volte con il titolare dentro.

In questi casi la holding diventa comoda. Se tieni una quota di minoranza, puoi tenerla tramite la holding e reinvestire lì una parte del ricavato, senza passare dal tuo conto personale. Nel passaggio ai dirigenti o ai figli, la holding tiene unite le quote della famiglia e la fa parlare con una voce sola.

Se il compratore è estero, cambia anche il lato fiscale dell'operazione. Chiedi al tuo commercialista di confrontarsi presto con i consulenti dell'altra parte.

Come si arriva alla firma

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Come funziona la cessione

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Una volta al tavolo, cosa guardano per primo i compratori se c'è una holding?

Guardano chi è socio della holding, cosa contiene oltre all'azienda e quando è nata. Una struttura montata in fretta, a trattativa aperta, fa nascere domande e allunga i tempi.

Il compratore vuole un'azienda, non i tuoi immobili, le tue partecipazioni o la barca. Se la holding mescola tutto, bisogna separare prima della firma.

Gli errori tipici sono tre. Il primo è costituire la holding quando la vendita è già in corso. I requisiti di tempo possono non essere maturati e il risparmio atteso svanisce. In più c'è il rischio di contestazioni, che solo il tuo commercialista può valutare.

«Avevo 66 anni e un'azienda da 14 milioni a Reggio Emilia. Mia figlia fa il medico, mio figlio vive a Berlino. Pensavo che vendere volesse dire sparire. Sono rimasto due anni, e i miei 70 dipendenti sono ancora lì.»

Giorgio, 68 anni, stampaggio lamiera, Reggio Emilia

Il secondo è far entrare i figli senza regole scritte. Al momento di vendere uno dice sì e l'altro no, e il compratore aspetta o se ne va.

Il terzo è lasciare nell'azienda beni estranei all'attività, come la casa al mare o un immobile affittato a terzi, senza aver deciso dove devono stare. Queste cose si sistemano bene con un anno o due di anticipo.

Quando NON conviene la holding di famiglia prima della cessione?

Non conviene se mancano pochi mesi alla firma, se vendi tutto e userai il ricavato per te, o se i costi annui della holding superano il beneficio. In questi casi ci sono strade più semplici.

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Una holding ha un costo: il notaio, la perizia, un bilancio in più ogni anno e a volte un organo di controllo. Se pensi di cedere il cento per cento, chiedi al commercialista di confrontare due scenari. Il primo è la vendita diretta delle quote da parte tua. Il secondo è la vendita tramite holding, contando anche le imposte da pagare quando i soldi escono dalla holding verso la famiglia. Non sempre vince la seconda.

Se l'obiettivo è passare l'azienda ai figli, chiedi al notaio anche del patto di famiglia o della donazione delle quote.

A volte la scelta più onesta è non cedere ancora. Con un ultimo bilancio debole, o con un figlio davvero pronto a guidare, aspettare uno o due esercizi può valere più di qualunque struttura.

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Come funziona la cessione

Quanto vale l'azienda, e come si forma la forbice di valore con una holding di mezzo?

Il valore lo fa l'azienda operativa: margine, multiplo e posizione finanziaria netta. La holding non cambia quanto vale l'azienda, cambia quanto ti resta dopo le imposte.

Si parte dall'EBITDA, cioè quanto guadagna l'azienda prima di interessi, imposte e ammortamenti, ripulito dalle voci straordinarie. Prendi come esempio un'azienda da 12 milioni di fatturato con un EBITDA dell'11 %.

Il compratore applica a quel margine un multiplo. Il multiplo dipende dal settore, dalla dimensione, da quanto pesano i primi clienti e dalla squadra che resta. Poi toglie i debiti finanziari e aggiunge la cassa: è la posizione finanziaria netta.

«Ho chiamato un giovedì, mi ha richiamato una persona il venerdì. Mi ha fatto dieci domande e mi ha detto subito che la mia non era un'azienda da 20 milioni di prezzo. Mi ha fatto risparmiare un anno.»

Paola, 61 anni, distribuzione di ricambi, provincia di Treviso

Ne esce una forbice, con un minimo e un massimo, non un numero unico. Nessuno serio può dirti oggi dove cadrà il prezzo.

La holding entra dopo. A parità di prezzo, cambia la tassazione della plusvalenza e cosa puoi fare con il ricavato. Per questo va pensata prima della trattativa, non durante.

Come si arriva alla firma con Deveur, e quanto ti costa?

Con passaggi precisi, ognuno con il tuo consenso. Chi cede non paga nulla: il compenso di Deveur lo paga chi acquista, a operazione conclusa.

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  • Valutazione riservata in 72 ore. Ci mandi i bilanci e ricevi una forbice di valore motivata. Nessuno sa che l'hai chiesta.
  • Scheda anonima. Descrive l'azienda senza nome né dettagli riconoscibili. Esce solo con la tua firma.
  • Riservatezza prima dei nomi. Ogni compratore firma un accordo di riservatezza prima di sapere chi sei.
  • Compratori verificati. Ti presentiamo solo chi ha dimostrato di avere i mezzi per chiudere.

Poi arrivano la trattativa, le verifiche del compratore sui conti e sui contratti, e infine la firma.

Se la holding non c'è ancora, mettila in calendario prima. Perizia e notaio richiedono settimane, mentre i requisiti fiscali possono richiedere molto di più. Restano a tuo carico solo i professionisti che scegli tu, come il notaio e il commercialista.

Perché costruire la holding e la cessione con Deveur?

Perché guardiamo la holding con gli occhi di chi compra. Non prendiamo il posto del tuo commercialista: gli diciamo in anticipo cosa chiederà la controparte.

Come si arriva alla firma

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Come funziona la cessione

Ci occupiamo solo di aziende che passano di mano. Può essere una cessione totale con il titolare che resta per un periodo, l'ingresso di un socio di maggioranza o il passaggio ai dirigenti o alla famiglia.

Lavoriamo in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, in Germania e in Francia, dove le regole sulle holding cambiano da paese a paese. Sappiamo quali domande arrivano in verifica su una holding: chi sono i soci, quando è nata, cosa contiene, chi firma. Le prepariamo con te prima che te le faccia un estraneo.

Il metodo è semplice. Prima un colloquio con te, poi un incontro con il tuo commercialista e il tuo notaio, infine un calendario scritto. Se emerge che la holding non serve, o che non è il momento di vendere, te lo diciamo.

«Avevo 66 anni e un'azienda da 14 milioni a Reggio Emilia. Mia figlia fa il medico, mio figlio vive a Berlino. Pensavo che vendere volesse dire sparire. Sono rimasto due anni, e i miei 70 dipendenti sono ancora lì.»

Giorgio, 68 anni, stampaggio lamiera, Reggio Emilia

Le domande che ci fanno sulla holding

Conviene creare una holding di famiglia prima della cessione dell'azienda?

Dipende da cosa farai dopo. Se resti con una quota, vuoi reinvestire il ricavato o tenere unita la famiglia, la holding può aiutare. Se vendi tutto e userai i soldi per te, il vantaggio può ridursi o sparire quando i soldi escono dalla holding. Chiedi al tuo commercialista un confronto scritto fra vendita diretta e vendita tramite holding, con le imposte di entrambe.

Quanto tempo prima della cessione bisogna costituire la holding di famiglia?

Prima possibile, e comunque prima di aprire una trattativa. Perizia e atto dal notaio richiedono settimane, ma per alcuni benefici fiscali serve un periodo di possesso più lungo. Una holding nata a ridosso della vendita rischia anche di essere guardata con sospetto. Chiedi al commercialista quali tempi valgono nel tuo caso e costruisci il calendario della cessione a partire da lì.

Cosa chiedere al commercialista sulla holding di famiglia prima della cessione?

Quattro domande. Quale regime di conferimento si applica alle tue quote. Se e quando la holding può usare il regime PEX sulla plusvalenza. Quanto pagherai quando porterai il ricavato dalla holding alla famiglia. Quanto costa ogni anno mantenere la holding. Chiedi le risposte per iscritto e su due scenari, con e senza holding, così puoi confrontarle con calma.

Il regime PEX vale sempre se vendo l'azienda tramite la holding?

No, non in automatico. Il regime PEX ha requisiti precisi, fra cui un periodo minimo di possesso delle quote e il tipo di attività svolta dalla società venduta. Se manca un requisito, il beneficio non c'è. Fai verificare al tuo commercialista ogni condizione prima di costituire la holding, non quando hai già un compratore al tavolo.

Posso far entrare i figli nella holding di famiglia prima di vendere l'azienda?

Sì, ed è uno dei motivi per crearla. Conta però come entrano: con quali quote, con quali diritti di voto, chi decide se arriva un'offerta. Senza regole scritte, al momento della vendita basta un disaccordo per bloccare tutto. Chiedi al notaio e al commercialista uno statuto e un patto fra soci chiari, e fai verificare le imposte su eventuali donazioni di quote.

Quanto costa mantenere una holding di famiglia dopo la cessione dell'azienda?

Ci sono costi una tantum, come la perizia e il notaio, e costi annui: bilancio, dichiarazioni, a volte un organo di controllo, la gestione della liquidità. Possono essere modesti rispetto a una cessione importante, ma vanno confrontati con il beneficio reale. Chiedi al tuo commercialista una stima annua e valuta se la holding ti servirà anche dopo, per reinvestire o per la famiglia.

Il compratore preferisce comprare dalla holding o da me come persona fisica?

Al compratore interessa l'azienda operativa. Che le quote siano tue o della holding gli importa poco, purché la struttura sia chiara: soci noti, nessun bene estraneo mescolato, nessuna operazione fatta in fretta. Una holding ordinata non lo spaventa. Una holding confusa lo costringe a verifiche in più e allunga la trattativa. Per questo conviene sistemarla prima di presentare l'azienda.

Se resto in azienda con una quota di minoranza, conviene tenerla tramite la holding?

Spesso è la soluzione più naturale. Nella cessione con il titolare che resta, o nell'ingresso di un socio di maggioranza, la holding vende una parte e tiene il resto. Il ricavato può essere reinvestito senza passare dal tuo patrimonio personale. Chiedi al commercialista come viene trattata la quota che conservi e cosa succede quando la venderai in un secondo momento.

Cosa succede all'immobile dell'azienda se creo una holding prima della cessione?

Va deciso prima. Un compratore può volere l'azienda ma non i muri, e preferire un contratto di affitto. Se l'immobile è nella società operativa, chiedi al commercialista se e come separarlo, per esempio spostandolo in un'altra società di famiglia. Farlo a trattativa aperta costa di più e complica le verifiche del compratore.

La holding di famiglia fa aumentare il prezzo di vendita dell'azienda?

No. Il prezzo dipende dall'azienda: margine operativo, multiplo del settore, debiti e cassa. La holding non tocca nessuno di questi elementi. Può cambiare quanto ti resta dopo le imposte e cosa puoi fare con il ricavato, ma solo se è costruita bene e con anticipo. Diffida di chi la presenta come un modo per vendere a un prezzo più alto.

Devo pagare Deveur per la valutazione prima di creare la holding di famiglia?

No. Chi cede non paga nulla: il compenso di Deveur lo paga chi acquista, a operazione conclusa. La valutazione riservata arriva in 72 ore. Ti dà una forbice di valore su cui ragionare con il tuo commercialista prima di decidere se costituire la holding. Restano a tuo carico solo i professionisti che scegli tu, come il notaio e il commercialista.

Holding di famiglia prima della cessione in Svizzera, Germania o Francia: cambia qualcosa?

Sì. Ogni paese ha regole proprie su conferimenti, tassazione delle plusvalenze e passaggi in famiglia. Se compratore e venditore stanno in paesi diversi, le regole si sommano. Lavoriamo in Italia dal Lazio in su, in Svizzera, in Germania e in Francia. In ogni caso la verifica fiscale va fatta dal tuo consulente locale, con largo anticipo sulla trattativa.

Il primo passo è una telefonata di dieci minuti

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