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Vendere l'azienda a un fondo o a un investitore finanziario: investitori
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Vendere l'azienda a un fondo o a un investitore finanziario

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Fondo di private equityReinvestimento del titolarePiano a cinque anniManagement che restaSeconda uscita
In sintesi

Questa pagina spiega cosa succede quando decidi di vendere l'azienda a un fondo di private equity o a un investitore finanziario. Qui trovi chi compra e cosa cerca, come si forma il valore, quanto ti chiedono di reinvestire, quanto resti e cosa accade alla rivendita. Trovi anche quando non conviene e quanto costa a te: nulla.

Chi compra quando vendi l'azienda a un fondo, e cosa cerca?

Compra un fondo di private equity o un investitore finanziario che rileva la maggioranza. Spesso ti chiede di reinvestire una quota e punta a rivendere dopo circa cinque anni.

Il discorso vale per aziende oltre i 3 milioni di fatturato. Un fondo raccoglie denaro da investitori, lo mette in poche aziende e deve restituirlo con un guadagno entro una data. Per questo ragiona così: entra, fa crescere, esce. L'uscita, la seconda uscita, è la rivendita a un altro fondo, a un gruppo industriale o in borsa.

Le formule sono tre. Vendi tutto e resti un periodo per guidare il passaggio. Vendi la maggioranza e tieni una quota. Oppure il fondo finanzia i tuoi dirigenti, che rilevano l'azienda insieme a lui.

«Ho chiamato un giovedì, mi ha richiamato una persona il venerdì. Mi ha fatto dieci domande e mi ha detto subito che la mia non era un'azienda da 20 milioni di prezzo. Mi ha fatto risparmiare un anno.»

Paola, 61 anni, distribuzione di ricambi, provincia di Treviso

Il fondo cerca margini che tengono negli anni e un mercato con spazio per crescere, anche comprando concorrenti più piccoli. Cerca anche persone capaci di guidare senza di te. Il piano a cinque anni, scritto insieme, diventa la base dell'accordo.

Come si arriva alla firma con Deveur, e quanto costa a chi vende?

Si parte da una valutazione riservata in 72 ore e si arriva alla firma in alcuni mesi. Chi cede non paga nulla: il nostro compenso lo paga chi compra, a operazione conclusa.

  • Valutazione riservata. In 72 ore ricevi una forbice di valore realistica, senza che nessuno sappia nulla.
  • Scheda anonima. Descriviamo l'azienda senza nome né dettagli riconoscibili. Esce solo con la tua firma.
  • Riservatezza prima dei nomi. Nessun compratore sa chi sei prima di aver firmato un accordo di riservatezza.
  • Compratori verificati. Presentiamo solo fondi e investitori di cui abbiamo controllato i mezzi.
  • Offerta e verifiche. Arriva un'offerta non vincolante. Poi i consulenti del fondo controllano conti, contratti e personale.
  • Firma. Si firmano il contratto, l'eventuale reinvestimento e i patti per gli anni successivi.

I tempi dipendono soprattutto da quanto sono in ordine i conti. Il commercialista e l'avvocato che ti assistono restano a tuo carico: chiedi loro un preventivo prima di partire.

Vuoi sapere che numero fa la tua azienda?

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Cosa guarda per primo un fondo quando valuta la tua azienda?

Guarda la qualità dei margini e quanto l'azienda dipende da te. Se domani ti fermi un mese, chi decide?

Il primo esame riguarda l'EBITDA degli ultimi anni. Non conta solo quanto è alto, ma quanto si ripete. Un anno eccezionale pesa meno di quattro anni regolari. Poi viene la concentrazione dei clienti: se uno solo vale un terzo del fatturato, il rischio sale.

Poi le persone. Il fondo non manda qualcuno a sostituirti: compra un management. Vuole vedere un direttore commerciale, un responsabile di produzione e qualcuno che tiene i numeri, tutti con deleghe vere.

Come si arriva alla firma

  1. Valutazione riservata in 72 ore
  2. Scheda anonima, solo con la tua firma
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Come funziona la cessione

Da te servono alcune cose concrete: bilanci leggibili, un controllo di gestione anche semplice, spese aziendali separate da quelle personali, immobili distinti dall'attività. Serve anche una tua risposta onesta su quanto vuoi restare e in che ruolo.

Quanto vale la mia azienda per un fondo, e come si forma la forbice?

Si parte dall'EBITDA normalizzato, lo si moltiplica per un multiplo e si tiene conto della posizione finanziaria netta. Il risultato è una forbice, non un numero.

Prendiamo un esempio illustrativo: un'azienda da 12 milioni con un EBITDA dell'11 %, cioè circa 1,3 milioni. Prima lo si normalizza: si tolgono costi straordinari, compensi fuori mercato e affitti pagati a una tua società a prezzi non correnti. Poi si applica un multiplo, che dipende da settore, crescita, clienti e management. Il multiplo non sta su un listino: nasce dal confronto fra più compratori.

«Avevo 66 anni e un'azienda da 14 milioni a Reggio Emilia. Mia figlia fa il medico, mio figlio vive a Berlino. Pensavo che vendere volesse dire sparire. Sono rimasto due anni, e i miei 70 dipendenti sono ancora lì.»

Giorgio, 68 anni, stampaggio lamiera, Reggio Emilia

Per passare dal valore dell'azienda al prezzo delle quote si tolgono i debiti finanziari e si aggiunge la cassa. Infine contano le condizioni. Una parte del prezzo può essere differita o legata ai risultati. Il reinvestimento, invece, sposta una parte del tuo incasso alla seconda uscita.

Quando non conviene vendere l'azienda a un fondo?

Non conviene se vuoi uscire subito e del tutto, se l'azienda vive del tuo nome o se gli ultimi anni sono stati anomali.

Un fondo chiede quasi sempre che tu resti un periodo e che reinvesta. Se vuoi chiudere il capitolo il giorno della firma, può essere più adatto un compratore industriale, che integra l'azienda nella sua.

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Se clienti e fornitori parlano solo con te, il fondo vede un rischio e lo fa pesare sul prezzo. Meglio spendere due o tre anni a costruire una squadra, e poi cedere. Se l'ultimo bilancio è gonfiato da un ordine unico o segnato da una crisi passeggera, anche la forbice risulterà falsata.

Poi c'è la famiglia. Se un figlio o un dirigente vuole e sa portare avanti l'azienda, un passaggio interno può proteggere meglio ciò che hai costruito. E se non hai chiaro cosa farai dopo, fermati e pensaci prima.

Quali errori fanno più spesso i titolari che vendono a un fondo?

Il più comune è guardare solo il prezzo scritto in testa all'offerta. Conta quanto incassi davvero, quando e a quali condizioni.

Come si arriva alla firma

  1. Valutazione riservata in 72 ore
  2. Scheda anonima, solo con la tua firma
  3. Compratori selezionati dopo l'accordo di riservatezza

Come funziona la cessione

  • Parlarne troppo presto. Una voce che gira in azienda o fra i clienti fa danni. Nessun nome deve uscire senza un accordo di riservatezza.
  • Un solo interlocutore. Trattare con un solo fondo toglie confronto e forza.
  • Sottovalutare il reinvestimento. È denaro che resta a rischio per anni: va capito, non subito.
  • Rimandare i patti. Ruolo, poteri, condizioni della tua uscita e cosa succede se il piano salta: tutto va scritto prima della firma.
  • Arrivare con i conti in disordine. Ogni sorpresa durante le verifiche diventa uno sconto.
  • Trascurare il fisco. Chiedi al tuo commercialista come cambia la tassazione fra cessione, reinvestimento e incasso differito.

Perché vendere l'azienda a un fondo con Deveur?

Perché ci occupiamo solo di continuità aziendale, in un'area precisa: l'Italia dal Lazio in su, la Svizzera, la Germania e la Francia.

Sappiamo come un fondo legge un'azienda di famiglia. Sappiamo anche come un titolare legge un fondo: con sospetto, spesso a ragione. Il nostro lavoro è tradurre fra i due. Prepariamo con te i numeri prima che li vedano altri, così le domande difficili te le facciamo noi, non il compratore al tavolo.

Mettiamo l'azienda davanti a più compratori, anche oltre confine, perché un investitore svizzero, tedesco o francese può vedere in un'azienda italiana una base per crescere. Ne verifichiamo i mezzi prima di presentarli.

«Ho chiamato un giovedì, mi ha richiamato una persona il venerdì. Mi ha fatto dieci domande e mi ha detto subito che la mia non era un'azienda da 20 milioni di prezzo. Mi ha fatto risparmiare un anno.»

Paola, 61 anni, distribuzione di ricambi, provincia di Treviso

Non ti diciamo che il fondo è sempre la strada giusta. A volte ti consigliamo di aspettare, o di guardare ai dirigenti o alla famiglia. E poiché chi cede non paga nulla, puoi chiedere una valutazione e decidere con calma.

Le domande che ci fanno sui fondi

Vendere l'azienda a un fondo significa perdere il controllo?

Se il fondo compra la maggioranza, le decisioni strategiche passano a lui. Questo però non vuol dire uscire di scena. Con i patti parasociali si stabiliscono il tuo ruolo, le materie su cui serve il tuo consenso e i poteri del management. Più queste regole sono scritte con chiarezza prima della firma, meno sorprese avrai negli anni successivi.

Quanto devo reinvestire se vendo l'azienda a un fondo di private equity?

Non esiste una quota fissa: si tratta caso per caso. Il fondo chiede il reinvestimento perché vuole che tu resti coinvolto nella crescita. Per te è denaro che incasserai alla seconda uscita, con un esito che nessuno può promettere. Prima di accettare, valuta quanto della tua liquidità puoi permetterti di lasciare a rischio per alcuni anni.

Dopo aver venduto l'azienda a un fondo devo restare a lavorare?

Quasi sempre il fondo ti chiede di restare per un periodo, per accompagnare il passaggio al management. La durata e il ruolo si concordano: puoi restare amministratore delegato, presidente o consulente. Conviene definire fin dall'inizio quando e come potrai uscire, e cosa succede se il rapporto non funziona. Sono punti da scrivere nei patti.

Cosa succede ai dipendenti se vendo l'azienda a un fondo?

Con la cessione delle quote i contratti di lavoro restano quelli che sono, perché il datore di lavoro è sempre la stessa società. Un fondo che compra per far crescere l'azienda di solito ha interesse a tenere le persone chiave. Puoi comunque discutere in trattativa alcuni impegni sulla continuità, come la sede o la squadra.

Che cos'è la seconda uscita quando si vende un'azienda a un fondo?

È il momento in cui il fondo rivende la sua quota, di solito dopo alcuni anni, a un altro fondo, a un gruppo industriale o in borsa. Se hai reinvestito, in quel momento vendi anche tu la tua parte. L'esito dipende da come è andato il piano: può essere positivo, ma non è mai scontato.

Un fondo compra anche aziende con debiti bancari?

Sì, i debiti non escludono la vendita. Entrano però nel calcolo del prezzo attraverso la posizione finanziaria netta: dal valore dell'azienda si tolgono i debiti finanziari e si aggiunge la cassa. Un'azienda molto indebitata vale meno per chi vende. Pesano anche la qualità del debito, le scadenze e le garanzie personali che hai firmato.

Quanto tempo ci vuole per vendere l'azienda a un fondo?

La valutazione riservata di Deveur arriva in 72 ore. Il resto del percorso richiede alcuni mesi: la scheda anonima, i contatti, l'offerta non vincolante, le verifiche e la firma. I tempi dipendono soprattutto da quanto sono in ordine bilanci, contratti e controllo di gestione. Un'azienda preparata in anticipo arriva prima alla firma e tratta meglio.

Quanto costa vendere l'azienda a un fondo con Deveur?

A te, che cedi, non costa nulla. Il compenso di Deveur lo paga chi acquista, e solo a operazione conclusa. Restano a tuo carico il commercialista e l'avvocato che scegli per assisterti nella trattativa e nella firma. Per questo conviene chiedere loro un preventivo prima di partire.

Posso vendere a un fondo straniero un'azienda italiana del Nord o del Centro?

Sì. Deveur lavora fra l'Italia dal Lazio in su, la Svizzera, la Germania e la Francia, e presenta anche investitori di quei Paesi. Un compratore estero può portare mercati nuovi, ma serve chiarezza su lingua, governance e sede. Per gli aspetti fiscali e legali della cessione a un soggetto straniero, chiedi al tuo commercialista e al tuo avvocato.

Un fondo può comprare l'azienda insieme ai miei dirigenti?

Sì, ed è una formula frequente. Il fondo mette la maggior parte del capitale e i dirigenti entrano con una quota, spesso con condizioni legate ai risultati. Per te è un modo per dare continuità con le persone che conoscono l'azienda. Serve però che quei dirigenti abbiano già deleghe vere e siano riconosciuti da clienti e fornitori.

Come viene tassata la vendita dell'azienda a un fondo?

Dipende da molti fattori: se vendi come persona fisica o tramite una società, da quanto tempo possiedi le quote, quanto reinvesti e se una parte del prezzo è differita. Non ci sono risposte valide per tutti. Chiedi al tuo commercialista di simulare le diverse strade prima di firmare l'offerta, non dopo.

Cosa succede se il piano a cinque anni concordato con il fondo non viene rispettato?

Dipende da cosa avete scritto nei patti. Possono esserci conseguenze sul tuo ruolo, sulla parte di prezzo legata ai risultati e sul valore del tuo reinvestimento. Per questo il piano deve essere realistico, costruito con il management e non solo per ottenere un prezzo più alto. Un piano troppo ottimista rischia di ritorcersi contro chi vende.

Il primo passo è una telefonata di dieci minuti

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