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Alimentare e bevande · Marche

Cedere un'azienda alimentare o di bevande in Marche

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Vuoi prima capire come funziona? Leggi i quattro passaggi

Alimentare e bevande in Marche: Ascoli e Macerata per la pasta, i salumi e il vino.

Pastifici, salumifici, caseifici, cantine, forni industriali, conserve, torrefazioni: l'alimentare italiano è il settore più cercato da gruppi industriali, holding di famiglia e investitori esteri. Fra 5 e 50 milioni di fatturato ci sono aziende con un marchio, una ricetta, una filiera e spesso un territorio che le identifica.

Chi compra guarda il marchio e la distribuzione: canali (GDO, horeca, export, private label), continuità delle referenze a scaffale, certificazioni (BRC, IFS, biologico, DOP/IGP) e capacità produttiva residua. Il valore di un marchio con il 30 % di export è diverso da un conto terzi per la GDO.

Le Marche sono la regione del mobile di Pesaro, della calzatura di Fermo e Macerata, delle cappe e degli elettrodomestici di Fabriano, della meccanica anconetana e della nautica. Aziende familiari, spesso esportatrici, fra 5 e 50 milioni di fatturato.

Cosa guardano i compratori in un'azienda alimentare o di bevande

Sono le quattro cose che i compratori chiedono per prime. Se le hai chiare, la valutazione in 72 ore è più precisa.

Canali di vendita e peso di GDO, horeca, export, private label

Marchio registrato, DOP/IGP, certificazioni BRC/IFS

Capacità produttiva usata e stato dello stabilimento (autorizzazioni, HACCP)

Stagionalità e dipendenza dalla materia prima

Le domande che ci fanno i titolari di un'azienda alimentare o di bevande in Marche

Un'azienda che produce a marchio del distributore si vende?

Sì. Vale meno di un marchio proprio a parità di numeri, ma i contratti di private label pluriennali sono considerati stabili. Conta la quota dei primi tre clienti.

La ricetta o il know-how del titolare?

Si formalizza prima: disciplinari, schede tecniche, procedure. Un affiancamento di 12-24 mesi è normale, soprattutto dove il titolare è anche il mastro produttore.

Lo stabilimento ha bisogno di investimenti: è un problema?

Si mette nel conto. Chi compra valuta gli investimenti necessari e li sottrae dal prezzo, oppure li fa dopo il closing con il proprio capitale.

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